RICEVUTO IL MESSAGGIO
11/06/2016

E’ giusto, profondamente giusto che il presidente festeggi,chela squadra festeggi,che i tifosi festeggino. Ma è altrettanto giusto che i giornalisti facciano festa perché tifosi, ma che “stiano sul pezzo”, poiché sono giornalisti.
Chi non è genuflesso davanti a Sebastiani, chi guarda la realtà delle cose e analizza le parole dette ufficialmente, ha ricevuto il messaggio che si può sintetizzare in questo modo: bisogna vendere per necessità di bilancio; Repetto ha fatto un ottimo lavoro ma è stato licenziato senza che siano stati spiegati i motivi: ha lavorato bene o no? E allora? Per ciò che attiene al socio più impegnato con quote e con crediti vantati nei confronti della società, Danilo Iannascoli, ha precisato che con lui non ha niente da spartire…
Con la sua solita sicumera, aumentata dal fatto di aver vinto il campionato, il presidente non si è smentito e ha confermato che il suo stile è di basso profilo sia a livello dialettico, sia a livello di cultura sportiva.
Inoltre è sempre più convinto di poter dire quello che vuole perché i reggitori di microfoni confermano sempre di più la sudditanza psicologica (e forse non solo quella) facendo sempre domande insulse, senza entrare mai nel merito dei problemi della società biancazzura, e ne sono tanti, e non basta l’ubriacatura della festa a farli dimenticare.
Hanno ragioni i tifosi quando dicono “A noi non ce ne frega niente, l’importante è che abbiamo vinto e che faccia una squadra forte per il prossimo anno”.
Non hanno ragione i giornalisti quando non chiedono a che cosa è dovuta la “grande amicizia con Moggi” e quanto pesa la stessa Gea all’interno del sodalizio pescarese.
Hanno torto quando non chiedono a quanto ammonta la presenza concreta di Mesa che, dopo essere stato annullato, calcisticamente parlando, in Spagna, ha la piazza pescarese per fare i suoi movimenti.
Sono criticabili quando non cercano di sapere i veri motivi che hanno indotto Sebastiani a far fuori Repetto e quali sono i reali “progetti che ha in mente” per cercare di esautorare, anche a livello di quote, Iannascoli che lo ha denunciato alle autorità competenti, e quali strategie ha in animo per cercare di sferrare l'attacco alle sue quote senza pagarle.
Inoltre, una stampa non compiacente, avrebbe ben reso evidenti la signorilità di Repetto che ha sempre taciuto in questo periodo (forse anche perché deve avere gli stipendi fino al giugno prossimo), e lo stile di Iannascoli che non ha mai replicato, in questi momenti, per non turbare la festa dei tifosi, ma che avrebbe tante ragioni per scatenare la sua reazione alle manovre poste in essere dallo stesso Sebastiani.
Domande che i tifosi non fanno e non hanno diritto di rivolgere, ma che sono doverose da parte di una stampa non aggreppiata.
E’ indispensabile una stampa libera ed indipendente perché grazie ad essa è possibile contrastare la l’abuso e assicurare la qualità della conoscenza dei fatti. Perché solo il tifoso informato può partecipare e decidere come vivere una realtà sportiva che è parte integrante della sua vita.
Il messaggio lanciato, anche ingenuamente, da Sebastiani è chiaro, peccato che non ci siano state orecchie professionali, giornalisticamente parlando, ad ascoltarle e a commentarle con scienza e coscienza.