CAMBIA POCO… EPPURE CI SONO DEGLI SCONTENTI.
21/05/2016

Al termine della gara finisce in parità con il Pescara al quarto posto e il Latina salvo. Gioiscono i laziali, musi lunghi nel gruppo pescarese, eppure il quarto posto cambia poco o nulla e tutti i giochi sono ancora da fare. Il Pescara incontrerà in semifinale la vincente tra Novara (che ha battuto un Modena in dieci uomini) e Bari che ha perso con il Trapani in casa.
Nell’altra semifinale il Trapani se la vedrà con la vincente tra Cesena e Spezia.
Ora, chi può sinceramente dire che il Trapani ha squadre più abbordabili? E perché per il Pescara sarebbe proibitiva questa semifinale?
Con il Novara, è vero, i biancazzurri hanno perso due gare (1-0 e 2-1) mentre con il Bari un pareggio in casa loro (0-0) e una vittoria a Pescara (3-1) ma, come tutti i tecnici affermano, le realtà del campionato regolare possono essere completamente ribaltate in sede di play off dove si giocherà un altro torneo, con altre motivazioni e, soprattutto, con valori diversi.
Oddo era arrabbiato a fine gara, penso, più per il secondo tempo giocato in maniera insoddisfacente che per il risultato finale. Il suo timore è che i biancazzurri potrebbero ripetersi in negativo anche nelle prossime gare se non dà loro una strigliata forte e non li prepara psicologicamente in sede di ritiro dove la squadra andrà a recuperare forze e tranquillità, forte anche della presenza, si dice, di Memushaj che avrebbe avuto dal suo commissario tecnico Gianni De Biasi, ex giocatore del Pescara, il benestare.
Chi si occupa di sport, conosce bene come spesso sono proprio gli agenti emotivi a condizionare la prestazione del giocatore e del tecnico.
Ogni atleta e allenatore, attribuisce un significato diverso alla gara e conseguentemente il suo vissuto interiore si modifica secondo questi significati.
La gara spesso è vissuta come disagio, che può manifestarsi con modi diversi.
Alcuni atleti e allenatori hanno difficoltà di tipo psicologico, altri nel periodo che precede la gara, manifestano problematiche di tipo organico, ma tutte queste problematiche nascono dal vissuto interiore che l’uomo (atleta e allenatore) ha nei confronti della competizione.
La realizzazione dell’uomo moderno richiede una formazione educativa complesso, che solo poco anni fa era impensabile ipotizzare.
Praticare, oggi, l’attività sportiva è certamente più impegnativo rispetto al passato, anche in funzione di ciò che rappresenta, per i significati che assume, per le attese che su di essa sono riposte, soprattutto dalle nuove generazioni troppo spesso influenzate e condizionate da modelli culturali e dai media (televisione, giornali, riviste, spettacoli), esasperatamente materialistici.
Il non rispettare le tappe evolutive, l’avere sempre troppo fretta, il provocare ansia e stress, il voler vincere a tutti i costi, il ricercare la prestazione finalizzata alla popolarità sociale, vissuta in un modo troppo spesso ossessivo, determina una mistificazione del rapporto con lo sport, che non produce altro che abbandoni, fallimenti, frustrazioni e spesso disadattamento.
Per questi motivi, credo che sia opportuno che Oddo vada in ritiro con la sua rosa di giocatori e lavori sia per il mantenimento dello stato di forma fisica e sia per liberare la mente dei suoi ragazzi dallo stress.