COLPA DEL TERMOMETRO?...
17/05/2016

Molti giornalisti affermati dicono di non leggere e di non tener conto delle valutazioni dei tifosi perché si sentono al di sopra di ogni commento e non danno parità polemica ai tifosi stessi… forse hanno ragione, ma io che mi sento, nonostante gli anni, e i tanti studi fatti nel settore calcistico, sempre pronto ad ascoltare gli altri, perché tutti hanno sempre qualcosa da insegnare, mi faccio una ragione di tenere sempre in debito conto i pensieri dei tifosi.
In questi giorni (ma è accaduto anche nel passato) alcuni tifosi hanno criticato il mio scritto dicendo che “non era opportuno destabilizzare l’ambiente in questo momento…” mentre moltissimi altri hanno condiviso positivamente le mie riflessioni giornalistiche.
Convinto che tutti noi abbiamo il doppio pubblico, non mi faccio meraviglia di alcune critiche (pochissime per la verità) né mi nascondo dietro l’altezzosità del giornalista professionista ma, con pacato atteggiamento, ribadisco che non si può dare la colpa al termometro se segnala uno stato febbrile. Persone intelligenti, invece di prendersela con il termometro dovrebbero cercare di individuare i motivi della febbre e curarli.
Al di fuori di metafora, non destabilizza il giornalista che scrive del licenziamento di Repetto, ma chi questo esonero ha fatto a un giorno dal termine del campionato. E se ha avuto i suoi buoni motivi per farlo, resta, comunque, la validità dell’intervento del giornalista che, sia chiaro una volta per tutte, anche per i sordi di professione, ha il dovere di raccontare i fatti nei tempi e nei modi e non deve servire il padrone di turno.
Il fatto che ci siano persone che fanno il mio lavoro che amano fare da treppiedi umani o da zerbini, non significa che questa deve essere la regola… altrimenti la funzione della stampa diventa tutt’altra cosa dall’informare ma diventa un servilismo che fa comodo solo a chi comanda e a chi incassa.
Un signor tifoso, conosco solo il suo nomignolo, visto che si trincerano tutti nell’anonimato del blog di riferimento, mentre ben sanno nome cognome e curriculum di chi scrive, mi accusa di scrivere sempre di Sebastiani, di Iannascoli, della Gea e delle operazioni a dir poco strambe del mercato con le relative scarse precisazioni sulle finalità dei tanti incassi fatti…
A questo signore vorrei dire che, proprio da giornalista, debbo interessarmi di queste cose che rappresentano l’essenza della vita del sodalizio biancazzurro e non fare del colore giusto per riempire la pagina... e quando a chiusura dice che sono stato messo da parte nel mondo della informazione e che quindi scrivo solo per revanscismo, dico che prendo atto di questa sua idea che è, però, del tutto sballata. Probabilmente lui crede che per essere al centro del mondo della informazione si debba essere presenti nel salotto televisivo gradito al presidente… ma io sono presente con una rubrica quotidiana su TVQ, con articoli venduti dalla mia “Agenzia “ a testate nazionali quotidianamente, che diversi articoli poi, per comodità dei tifosi, condivido su Face Book e che i miei interventi televisivi sono tutti su You Tube (Gianni Lussoso sport) e sono un giornalista libero e capace (me lo lasci dire) di servire l’informazione e non il padrone di turno.
Lo stesso tifoso ha poi precisato che i miei scritti sono dettati dall’antipatia nei confronti di Sebastiani. Nulla di più falso. Non ho mai avuto frequentazione con Sebastiani. Non ho mai avuto nulla da spartire con lui. Ho solo preso atto dei suoi atteggiamenti negativi nei confronti dei tifosi considerati a suo tempo nei modi più antipatici possibili, dei suoi atteggiamenti nei confronti dei soci, nei riguardi della stampa non asservita, della sua maniera di considerarsi al di sopra di tutto anche dei suoi stessi collaboratori (Repetto, giusto per fare un esempio).
Comunque sappia questo tifoso, e anche gli altri, che sempre fa notizia un “atteggiamento” errato e che non sempre i lecchini di turno sono in grado di poter raccontare e chi lo fa, passa per un destabilizzatore…
A ognuno il suo compito e ognuno usi la lingua che sa parlare, inutile mettersi i mantelli di pelle di lupo se sotto si nasconde uno spirito di pecora. “Faceme a capirci”.
Comunque, ai tantissimi che mi esprimono simpatia, ribadisco che, fin quando ne avrò forza e capacità, cercherò di essere il termometro della situazione, senza servilismi, senza patteggiamenti e con il desiderio, comunque, di imparare sempre, anche dai tifosi non allineati.