COMUNICAZIONE FALSATA DAL SERVILISMO.
02/04/2016

Il giornalista dovrebbe raccontare i fatti con “scienza e coscienza” e soprattutto libero da condizionamenti. Naturalmente può capitare che un lettore ti etichetti per sua comodità e, pertanto, se le notizie che dai “urtano”, per esempio, Sebastiani, dicono che sei “antisebastiani”, o viceversa. Fa parte, però, del gioco che, ha, comunque, delle regole importanti e doverose: il rispetto della verità.
Nei giorni scorsi ho captato questa notizia. Iannascoli ha presentato istanza al Tribunale delle Imprese dell’Aquila con tre richieste ufficiali:
1) Sospensiva degli effetti del bilancio al 30 giugno 2015.
2) Sospensiva del verbale del CDA di approvazione del bilancio.
3) Sospensiva del nuovo CDA eletto.
Notizia importante ai fini della conoscenza di ciò che sta accadendo all’interno della società e che chiarisce in buona parte i motivi delle dimissioni dell’ex Amministratore Delegato.
Molti colleghi hanno bucato la notizia e i motivi del buco sono: o non avevano la notizia stessa o non l’hanno pubblicata per non danneggiare l’immagine di un loro “Amico”.
Il Tribunale in tempi brevissimi respinge le istanze.
La notizia è data, questa volta, con risalto in questi termini, più o meno: Rigettato il ricorso di Iannascoli, accolte le controdeduzioni di Sebastiani.
Orbene la notizia è: Il Giudice si è espresso solo sulla richiesta di sospensiva e l’ha rigettata perché il 5 e il 6 aprile è stata convocata l’Assemblea dei soci e il presidente può “rimediare” al bilancio presentato, e lo ha fatto senza entrare nel merito alla richiesta del signor Iannascoli che seguirà i tempi della giustizia ordinaria che ha, come si sa, tempi più lunghi.
Quindi non significa che la richiesta di Iannascoli è nulla o che non sia valida tanto è che in sede di Assemblea le impugnazioni dello stesso Iannascoli dovranno essere esaminate e prese in considerazione dai soci riuniti in Assemblea.
Si capisce, quindi, come presentare la notizia in modo servile significhi, di fatto, alterarla e darle una connotazione diversa.
Raccontare la verità e presentarla per quella che è, non significa essere partigiano di Sebastiani o di Iannascoli, ma fare il proprio dovere di cronista.
In questi tempi “bui” per il giornalismo locale si assiste, invece, a una corsa al leccaculismo che impera e fa danni notevoli perché guasta il rapporto fiduciario che dovrebbe esserci tra stampa e lettore. E non ci si meravigli, poi, se i lettori abbandonano le testate e la stampa sia in una crisi di cui pagherà ancor più le conseguenze come capitato a Il Tempo e ora a Il Messaggero.
Personalmente vi ho dato la notizia della richiesta di Iannascoli (fatto vero, visto che è intervenuto il Tribunale) e cosa è avvenuto in seguito, ma questo non significa assolutamente che mi pongo contro Sebastiani o a favore di Iannascoli, significa solo che faccio il mio doveredi giornalista. Un dovere che qualcuno dimentica di dover rispettare.