PIOGGIA D’ORO SU DANILO IANNASCOLI?
29/03/2016

Da fonti romane molto attendibili, mi giungono due notizie che hanno del clamoroso ma che possono essere più che vere:
La prima, Moggi, e un procuratore di chiara fama, avrebbero offerto tantissimi euro a Danilo Iannascoli perché ceda il suo pacchetto azionario. Una vera pioggia d’oro che sembra sia stata “annullata” dall’ex AD del Delfino con l’apertura, si fa per dire, di un utilissimo “ombrello” rappresentato dal suo spirito indipendente e dalla sua volontà di non lasciare strada libera a chi, a suo avviso, non merita di essere al timone della Pescara calcio.
La seconda: Oddo è diventato un intoccabile perché, sempre per volontà di Moggi il suo eventuale esonero precluderebbe il passaggio alla Lazio.
Per ciò che attiene a Oddo si dice: Ma se continua a perdere punti? Nulla osta. Infatti, le colpe possono essere addebitate ad altri, mentre un esonero ne macchierebbe il curriculum appena aperto.
Per quanto riguarda Sebastiani, invece, perché offrire tanti euro a Iannascoli? Presto detto: Domani, mercoledì, il Tar dell’Aquila dovrà dare la sua risposta su tre richieste ufficiali presentate da Iannascoli:
1) Sospensiva degli effetti del bilancio al 30 giugno 2015.
2) Sospensiva del verbale del CDA di approvazione del bilancio.
3) Sospensiva del nuovo CDA eletto.
Nel caso il Collegio del Tar dovesse accettare anche solo una di queste tre sospensive, partirebbe una denuncia in Procura con azione di responsabilità nei riguardi degli inadempienti, Sebastiani in testa.
Sebastiani, da parte sua, confida nella bravura di due colonne dell’avvocatura, Milia e La Morgia, chiamati a difenderlo in questa controversia legale.
Intanto, nell’ultima intervista televisiva, Sebastiani ha detto ufficialmente di aver ricevuto dalla Fondazione presieduta dal dottor Mattoscia, cinque milioni di euro per attività di scouting. La notizia è stata accettata e accolta con indifferenza dall’intervistatore che non si è chiesto, né lo ha fatto all’interlocutore, come siano stati investiti quei cinque milioni considerando che ad una semplice telefonata mi è stato risposto che una società come il Cagliari che ha un settore giovanile di grandissima rilevanza tecnica, la spesa è stata di poco superiore al milione di euro!
Si ha la netta sensazione che i milioni di euro passati, o che sarebbero dovuti passare, nelle casse del Delfino, abbiano avuto una sorta di maleficio che li ha fatti “scomparire” o per lo meno, che li ha indirizzati verso altri canali non biancazzurri, altrimenti non si spiega come il Delfino, nei tre ultimi anni, abbia incassato come mai nella storia del calcio pescarese, per ritrovarsi con oltre quattro milioni di passivo.
Tra i tifosi, alcuni, con molta superficialità, ma solo per spirito critico, dicono che Sebastiani non vuole andare in serie A per non dover spendere i soldi per allestire una squadra capace di mantenere la categoria.
Nulla di più falso.
Non so se Sebastiani ha fede, certamente, però, starà pregando per la conquista di un posto in Serie A che gli darebbe un bel premio di promozione, non spenderebbe più di tanto per allestire una squadra competitiva e, con la programmata retrocessione, poter contare sul famoso “paracadute”.
Per Sebastiani, che al momento attuale ha come attività primaria la gestione del Delfino, la promozione sarebbe una botta di vita… Una eventuale permanenza in Serie B, significherebbe dover rispondere ai tanti inquietanti interrogativi finanziari ed economici sollevati dalla sua gestione a dir poco chiacchierata.
E pensare che, sempre nell’ultima intervista ha detto: “Se sanno leggere bene i bilanci, mi dovrebbero fare un monumento”… Come dire che un bel tacer non fu mai scritto.