UN RITIRO CHE CONFERMA LA INSICUREZZA DI SEBA.
23/03/2016

I biancazzurri sono in ritiro a Roma per prepararsi alla gara con la Ternana che ha battuto anche l’Avellino nel posticipo di lunedì.
Il presidente e Oddo hanno subito precisato che non si tratta di un ritiro punitivo ma solo un’occasione creata per cementare il gruppo. Del resto il posto è bello, molto accogliente e non è una prigione.
Tenere una squadra lontana dall’ambiente per provare a interrompere una serie di risultati negativi, non sempre ha dato i frutti sperati. Anzi, in alcuni casi ha addirittura peggiorato la situazione.
Le esperienze del passato, hanno dimostrato che l'esito positivo di un ritiro, dipende molto dallo stato d'animo con il quale i calciatori accettano questa decisione.
Di solito dai ritiri durante il campionato trapelano voci di malumori, nervosismi, isterismi e tensioni, che non promettono nulla di positivo per la crescita del valore della squadra. In tanti anni di giornalismo ho avuto modo di parlare con molti atleti, alcuni dei quali di grande spessore sia tecnico sia umano e nella stragrande maggioranza dei casi mi hanno detto che subiscono i ritiri ma non li amano.
Credo che alla base di un buon rendimento collettivo ci debba essere la motivazione.
La motivazione è senz'altro uno degli elementi più importanti quando si va a preparare un piano di allenamento, per qualunque livello di prestazione. Nel corso degli anni il ruolo dell'allenatore è profondamente mutato e la gestione di una squadra di calcio è diventata una questione molto complessa e articolata.
Non si tratta, infatti, di preparare semplicemente gli atleti esclusivamente da un punto di vista tecnico e tattico, ma di intervenire su fattori motivazionali e fornire strumenti per aiutarli a fronteggiare le situazioni di stress che si possono presentare nel corso della loro carriera agonistica.
Certo non dico che bisogna trasformare l'allenatore in psicologo, ma penso sia necessario unire a una conoscenza tecnica del calcio una sensibilizzazione alle problematiche che sono alla base della vita di un calciatore.
In allenamento parecchi atleti fanno buoni risultati. Ma quando sono in gara accade che questi registrino un brusco calo di rendimento e non riescano a dare il meglio di sé colpevolizzando altri fattori e invece, si tratta del fatto che questi atleti hanno lavorato con regolarità ed impegno sul piano fisico, ma hanno del tutto trascurato di addestrare la mente a vincere, sottovalutando il ruolo fondamentale della psiche.
Da qualche tempo è ormai chiaro che nello sport ogni traguardo, qualunque vittoria, è frutto di due fattori: energia fisica e potenza mentale. Come dire: accanto al training muscolare occorre esercitare anche la mente al successo.
Ma a Sebastiani l’idea di avere un mental coach non interessa: costa troppo.
Ho avuto notizia di una proposta di collaborazione di uno psicologo bravo e apprezzato nell’ambiente calcistico che aveva chiesto un compenso di trentamila euro all’anno per lavorare tutti i giorni con e per i ragazzi.
Una scelta come un’altra. Resta però il fatto che la mancata realizzazione di un programma per la insicurezza di alcuni giocatori, costa molto di più.
Ma poi, il Delfino 1936 e il suo presidente, ce l’hanno un programma, o hanno fatto solo consumo di parole parlando di centro sportivo, valorizzazione del logo, museo biancazzurro e nuovo stadio e via di questo passo?
Le uniche cose certe sono: Non si parla più di centro sportivo; si perdono soci importanti per strada perché il padrone non vuole essere controllato; si cercano soci di piccolo cabotaggio che dovrebbero servire solo a portare dei liquidi senza avere la forza di insidiare il predominio sebastianeo; una squadra che poteva garantire il miglioramento è stata sminuita nel suo valore umano e tecnico per ingordigia…
Ora il ragionier Sebastiani crede di risolvere tutto con un ritiro che non è, ha detto, una punizione ma solo una conferma della sua insicurezza e una sua scarsa conoscenza dei veri valori che sono alla base di una conduzione efficace di una società di calcio che è ben diversa da una che tratta prestiti o macchine in affitto.