AFFRONTARE CON SUCCESSO UNA CRISI
22/03/2016

Affrontare con successo una crisi richiede, infatti, due dati fondamentali: un meticoloso lavoro preventivo e una notevole esperienza. Ogni crisi ha un inizio e una fine, quello che sta nel mezzo è il percorso della crisi e va subito precisato che individuare i possibili punti di partenza e di arrivo consente di governare il processo e, soprattutto, di intervenire per abbreviarne il percorso e la durata.
Le scelte possibili sono, infatti, due: risollevare le proprie sorti e salvare la reputazione oppure cadere nel vortice della crisi.
Per intervenire tempestivamente è necessario capire che la crisi è innanzitutto un problema di comunicazione: in primo luogo, verso l’interno e, in secondo luogo, verso l’esterno, e verso i mass media.
È necessario attivare un flusso di comunicazione con i media, commentare “per primi” e gestire il processo di comunicazione, senza subirlo.
Spesso, invece, è la paura a colpire e a guidare i vertici dell’organizzazione colpita dalla crisi; è la paura che induce l’organizzazione a gestire in modo inadeguato la situazione.
Sebastiani, preso dal suo egocentrismo, crede che tutti siano inadeguati a tenere il timone e ama fare e disfare a suo piacimento e, se le cose vanno male, la colpa è sempre degli altri: “Mica sono io a scendere in campo”… avrebbe detto. “Sono i direttori che devono saper scegliere sul mercato ed io ho il solo compito di firmare gli assegni”….
Un modo puerile di fronteggiare la situazione che ha reso evidenti ben due grossi errori del ragionier Sebastiani: mancanza di esperienza nel gestire una società di calcio ad alto livello, e la mancanza di un lavoro preventivo. Una società di calcio è molto diversa da una di leasing o di edilizia o di vendite di auto…
A questi due errori aggiungerei la sua incapacità di gestire bene la comunicazione credendo di poter manovrare i media, senza subirli, forte dell’appoggio interessato di alcuni amici di “merenda”.
Il suo agire è stato per lo meno disastroso: non tiene nella giusta considerazione i soci; ha costretto con i suoi atteggiamenti il secondo socio, come importanza, a dimettersi; i tifosi, che ha sempre considerato dei “clienti”, li prende in considerazione, si fa per dire, quando le cose precipitano e chiede che si “remi tutti da una parte”…
Insomma, a mio modesto avviso, questa crisi era annunciata fin dai primi giorni di gennaio. E non saranno certamente le sue frasi di circostanza, ora, a salvare i play off che sono ancora alla portata se Oddo e i suoi ragazzi sapranno, da soli, ritrovare i giusti stimoli.
Come si dice: sbagliare è umano, perseverare…