CALMA CON I CAMBI DI STATI D’ANIMO.
02/03/2016

I tifosi del Pescara sono passati dalla fase di entusiasmo, per il gioco espresso dalla squadra, da quella della esaltazione, dopo i sette successi pieni consecutivi, per arrivare, oggi, allo stato di depressione dopo i soli tre punti in cinque partite.
Troppi stati d’animo diversi, nella stessa tifoseria, e nel giro di pochi mesi che lasciano capire una certa immaturità.
Inoltre, fatto ancor più da studiare, la frattura esistente tra i tifosi che, da soli, si sono definiti: tifosi da tastiera, gufi e tifosi veri.
Nulla di più falso: il tifoso che vede gli errori e li denuncia non è un gufo ma uno che vuole capire e aiutare a far capire. I tifosi da tastiera sono quelli che utilizzano un mezzo idoneo per far conoscere il loro pensiero e, per questo, non sono di seconda categoria… I tifosi veri sono quelli che si definiscono tali perché dicono sempre che tutto va bene…
Ci sono verità in tutte e tre le definizioni, ma sarebbe auspicabile che la frattura fosse eliminata e si tonasse con il sorriso e con l’entusiasmo a vivere le realtà calcistiche.
Ne ho lette di tutti i colori. Alcune perle: li asfaltiamo… Agguanteremo facilmente il secondo posto ma, forse, anche il primo… Daremo dieci punti alla quarta e ci sarà promozione diretta… I gufi stanno facendo perdere punti al Pescara… Non vogliono che il Pescara dia dieci punti alla quarta per non perdere i play off che sono una fonte di guadagno per la Lega…
Esprimendosi a questi livelli di sub cultura calcistica, si potrebbe anche dire, allora, che da quando Sebastiani ha costretto, con il suo riprovevole comportamento, Danilo Iannascoli ad allontanarsi, la squadra non ha saputo fare più gli stessi punti…
Il calcio è bello anche perché tutti possono scrivere e parlare anche senza avere i fondamentali tecnici della materia.
Analizzando, però, l’ultima partita con il Trapani, che è emblematica del momento del Delfino, possiamo dire: squadra lunga nervosa; poche idee e poca grinta; pochi centimetri per molti giocatori importanti sovrastati fisicamente dagli avversari, ancorché meno tecnici; mancanza di un attaccante di peso fin quanto non è entrato Cappelluzzo; difesa incerta e incapace di gestire un minimo di palloni scagliati quasi sempre in fallo laterale senza saper impostare un a benché minima azione offensiva; troppo orfani di Campagnaro e Memushaj.
Per completare l’analisi, allargando l’orizzonte tematico e, quindi, non solo, la gara con il Trapani, dobbiamo dire che il signor Daniele Sebastiani farebbe bene a recitare il “mea culpa” per il mercato di gennaio che ha prodotti danni notevoli anche per ciò che attiene lo spogliatoio.
Comunque, al di là di tutte le considerazioni fatte, resta una realtà: il Pescara è terzo con 49 punti, seguono Cesena (47) e Novara (46) e via via tutte le altre fino al Bari (40) e i giochi sono ancora tutti da fare.
Abbandonate, quindi, esaltazione e depressione, e lasciatevi spingere fino al termine dal sano entusiasmo.
Una conclusione riservata alla società: così come siete in grado di capire che la squadra sta facendo errori, cercate di capire i vostri e poneteci rimedio. Fin quando ne avete tempo. E chiudo con una massima dedicata al ragionier Sebastiani: Per amore del denaro molti peccano, chi cerca di arricchire procede senza scrupoli. I sogni danno le ali agli stolti, come uno che afferra le ombre e insegue il vento.