RIFLESSIONI SUL DOPO ASCOLI.
28/02/2016

Un pareggio che va stretto ma che comunque ci dà tre punti in più rispetto al girone di andata. Un pallone scagliato dall’ascolano verso i tifosi biancazzurri; un incidente di gioco che vogliono, gli ascolani, far passare per un colpo proibito a fine gara; due “buffetti” a un avversario, a fine gara, che Bruno poteva evitare; un nervosismo inutile da parte di alcuni biancazzurri; un arbitro che ha smarrito il senso degli interventi personali nella parte finale della gara; una difesa pescarese non all’altezza della partita, almeno per quanto attiene il primo tempo; troppo dipendenti da Campagnaro e Memushaj le cui assenze si sono fatte troppo sentire; unica nota davvero lieta la prestazione di Cappelluzzo che ha fatto passare in secondo piano la “tribuna” di Cocco; troppa pressione sulla squadra questa rincorsa sempre più difficile al secondo posto.
Queste le motivazioni sulle quali ho riflettuto a fine gara.
I tifosi perdonano qualche svista a Massimo Oddo, e fanno bene, il tecnico ha delle capacità che deve affinare con l’esperienza. E quando questa ci sarà, sarà anche in grado di non alterarsi se riceve delle critiche dai giornalisti.
La società, con onestà intellettuale, deve riconoscere che ha sbagliato le scelte nel mercato invernale e che la difesa non è completa e non offre le dovute garanzie per il miglioramento che può garantire la promozione. Inutile nascondersi dietro il dito e far finta di niente. Il Pescara gioca bene quando è concentrato e determinato e gioca senza troppe pause. Deve ritrovare il suo spirito combattivo e dare più velocità alle azioni di possesso palla.
Considerando che le squadre più deboli applicheranno un gioco più difensivo, i biancazzurri dovranno essere più veloci, più fantasiosi e aprire di più il gioco, dare quell’ampiezza che, in altri tempi, ha fatto sorridere alle sortite dialettiche di Baroni.
I risultati dell’ultima giornata ci hanno penalizzati sia per quanto riguarda il Crotone, sia per ciò che attiene il Cesena, l’Entella e lo Spezia… ma tutto è ancora in corsa e il Pescara potrà raggiungere sia la promozione diretta, sia, quanto meno, i play off in posizione ottimale.
E’ necessario, però, che continui a giocare con la “leggerezza” mentale dei tempi migliori, consapevole che nessuno è tanto inferiore da regalarti i tre punti che dovranno essere sempre il risultato di una saggia condotta di gara.
Termino con una riflessione sul pubblico che ha saputo ritrovare il suo spirito e rappresenta oggi una forza dinamica che potrà aiutare i biancazzurri a raggiungere il loro traguardo migliore; e sulla società chiamata a ricapitalizzare e che dovrebbe fare come la Curva Nord, ritrovare unitarietà di intenti e non impoverirsi in una sterile battaglia fatta di ripicche e di falsi atteggiamenti: cresce il pubblico, cresca anche il presidente Sebastiani che si intestardisce a difendere in toto il suo operato, nonostante gli evidenti errori fatti nel corso del mercato.