L’ENTUSIASMO È UN’ESPLOSIONE DI SPERANZA, MA VA GESTITO...
21/02/2016

L’entusiasmo è energia, slancio, fede; è una forza che ci spinge verso ciò che è elevato, ciò che ha valore; è uno stimolo verso il futuro, una fede nella propria meta, l’entusiasmo è un’esplosione di speranza.
L’entusiasmo che sta animando la tifoseria pescarese, anche dopo una sconfitta immeritata come quella di Cagliari, è coinvolgente e avvincente. Da brividi il coro dei tifosi all’aeroporto all’arrivo dei ragazzi i quali, dal loro canto, hanno detto che, con un pubblico simile, ogni traguardo è possibile.
L’entusiasmo, però, deve essere ben indirizzato da chi ha il compito di gestire la realtà calcistica pescarese, altrimenti può diventare un boomerang che ti fa perdere di vista le reali esigenze del campionato.
In molti dicono che bisogna andare direttamente in A senza passare per i play off e per farlo dicono di poter dare dieci punti alla quarta classificata. Oppure riagganciare il Crotone e superarlo anche in ricordo della facile vittoria conseguita all’andata.
Ora nel calcio può succedere di tutto: anche che ci sia un crollo verticale del Crotone o delle squadre che ci sono alle spalle, ma bisogna valutare anche le potenzialità delle altre formazioni e considerare che non è una sola squadra ma ne sono almeno tre quelle che lottano per arrivare vicinissimi al terzo posto.
Che significa questo?
Che è deleterio esaurire le proprie forze, anche mentali, nel considerare facile la conquista di questo traguardo mentre è assai più positivo analizzare le varie realtà e considerare gl’impegni con un metro di valutazione che sia tecnico, razionale, possibile senza la esaltazione che deriva da un eccessivo entusiasmo che ti fa considerare quasi inesistenti gli altri.
Il Pescara è forte, ha un gioco piacevole e redditizio, ha giovani interessanti e un tecnico che ci sa fare. Ma il tifoso deve considerare che il mercato non ha risposto pienamente alle sue attese né a quelle di Oddo, e che ci sono delle lacune che, alla lunga, si faranno sentire.
Non è un caso che la cessione di Fiamozzi si sia sentita in negativo; che la mancanza di un centrale difensivo di “sana e robusta” costituzione si faccia a volte sentire; che avere dei giocatori, che potrebbero essere chiamati altrove nella fase finale, potrebbero pesare in modo eccessivo, vedi Memushaj, Lapadula (?).
Ecco perché, a mio modesto avviso, l’entusiasmo va sostenuto ma anche gestito con una sana informazione.
Si sa che i tifosi esagerano i loro atteggiamenti, ma accusare un professionista come Daniele Barone di essere “contro” il Pescara, dimenticandosi che è un inviato Sky e non un addetto stampa del Delfino, fa capire che anche questo atteggiamento è figlio di un entusiasmo gestito male.
Il tifo è una malattia, senza dubbio, sostenuto, poi, da un entusiasmo mal indirizzato, può portare non solo a delle esagerazioni, ma anche a delle delusioni piuttosto pesanti.
Ecco che la società, con i suoi dirigenti, ha il dovere di mantenere vivo gli entusiasmi sani e leciti dei tifosi ma di indirizzarli verso giuste direzioni.
Ora ci sono due partite in casa, Ascoli e Trapani, e la corsa può e deve continuare, ma sempre con una giusta attenzione verso le realtà delle altre società che non stanno, certamente, a guardare.