COMINCIATE LE GRANDI MANOVRE.
16/02/2016

Sono cominciati i lavori di corridoio in vista della ricapitalizzazione. Sebastiani prima aveva detto che non era necessario farla, solo perché la proposta era arrivata da Danilo Iannascoli e perché era certo di avere soldi a sufficienza per coprire i costi di gestione fino a fine stagione con le vendite di alcuni pezzi pregiati e per le assicurazioni avute dai due mammasantissima della politica locale; poi sono saltate delle operazioni per la presa di posizione di tutto l’ambiente ed è ritornato sui suoi passi sconfessando se stesso.
Ora Sebastiani sfoglia la margherita chiedendosi se tutti ricapitalizzeranno, soprattutto se lo farà Iannascoli che, da parte sua, non fa capire le intenzioni che ha, mentre ci sono alcuni piccoli soci che potrebbero dover passare la mano, a meno che non ci sia qualche intervento amichevole…
La situazione attuale parla di 4,6 milioni di passivo più i costi da sopportare fino al termine del campionato.
Il bilancio presentato parla chiaro, ma chi sa di ragioneria conosce anche bene come i bilanci abbiano valenze secondo necessità e finalità, e quindi presenta verità della società che potrebbero non essere quelle assolute. Detto questo qualcuno si chiede come effettivamente sia stato possibile arrivare a questo passivo con tutte le entrate che ci sono state.
E’ facile giustificare secondo necessità e secondo opportunità, ma chi è dentro le “segrete cose”, potrebbe non aver voluto avallare alcune operazioni e tirarsi fuori.
Questo sta a significare che il giorno del rendiconto ufficiale potrebbero saltare degli altarini e scoprire alcuni nervi delicati.
Ecco, quindi, la necessità, per Sebastiani, di portare avanti le sue grandi manovre.
Che il calcio italiano in generale sia in sofferenza, e quello particolare del Delfino non fa eccezione, non giustifica, però certe operazioni fatte da Sebastiani in accordo con la Gea.
Se è vero che molte delle società professionistiche italiane sono fortemente indebitate e indebolite, non solo dal periodo di recessione che attanaglia l'Italia e il resto del mondo, ma anche dagli ingaggi e dai costi di gestione divenuti insostenibili, ci si chiede il perché di certi giocatori presi solo per fare numero o per fare contenti alcuni “maneggioni” del calcio nazionale che sono legati al presidente pescarese, e perché si siano ceduti alcuni giocatori, Fiamozzi (giusto per fare un nome), per prenderne altri che rappresentano solo dei costi.