SI PUNTI A RAFFORZARE LA SOCIETÀ.
08/02/2016

La squadra va a gonfie vele, e non è certo il pareggio di Salerno che possa ridurne le potenzialità che sarebbero esaltate anche dalle notizie che giungono da Crotone e che potrebbero, se avranno un seguito, ridurre le possibilità della società di Vrenna.
Certo non è un bell’esempio di sportività, questo che propongo, ma, come si dice, “mors tua vita mea”. Se effettivamente il Crotone dovesse fallire ci sarebbe un posto libero in più per la serie A.
Ed è così che diventa prioritario il discorso società per il Delfino. Assurdo continuare con questa divisione interna quando la squadra è così ben indirizzata verso la conquista di un risultato importante.
Quali i motivi del dissidio interno?
Operazioni border line; errori psicologici nel rapporto con i tifosi; contatti troppo stretti con la Gea che opera su due fronti (procuratore di giocatori e consulente della società); apertura a personaggi lontani da Pescara dopo che si era favoleggiato sulla necessità di dare spazio alla “pescaresità”.
Se sono solo questi, i motivi di rottura, non dovrebbe essere difficile ricompattare la situazione e ripresentare un fronte unitario ai tifosi che vedono in Danilo Sebastiani il naturale punto di contatto per il suo modo di concepire lo sport e la conduzione societaria.
Ci sono altri motivi?
Chiariteli per il bene del Delfino.
Non ci riuscite da soli?
Chiamate un terzo che vi aiuti a ritrovare il filo del discorso interrotto. Penso a Bankowski, ma anche allo stesso Vincenzo Marinelli. Insomma, tra persone che hanno grossi interessi all’interno del sodalizio, e che hanno a cuore le sorti del Delfino, non dovrebbe essere così difficile ritrovare una comunione d’intenti. Oppure, a mali estremi estremi rimedi, chiarite le posizioni e fate in modo che ci sia un solo vero conduttore della società.
E’ chiedere troppo? A voi la risposta.