D’ALFONSO PRESIDENTE DI TUTTI?
13/01/2016

Luciano D'Alfonso presidente di tutti in Abruzzo? In sintesi questa è la domanda che mi è stata posta da tifosi del Lanciano calcio che hanno voluto scrivermi e telefonarmi in merito al presunto interessamento del governatore dell’Abruzzo ai problemi del Delfino.
Per i tifosi del Lanciano calcio è giusto che Luciano D’Alfonso abbia a cuore le sorti del sodalizio biancazzurro e che se ne faccia carico, ma sarebbe altrettanto giusto – mi dicono – che si occupasse, allora, anche della crisi del Lanciano che è squadra di Serie B come il Pescara.
Non voglio entrare in una polemica politica – campanilistica anche perché, a dire di Sebastiani, presidente del Delfino, la presenza di D’Alfonso al pranzo, organizzato per i dirigenti e gli operatori economici locali, era solo un atto di cortesia e nulla più.
Pertanto è facile arguire che nulla è stato posto in essere per tentare di risolvere il problema economico della Pescara calcio, almeno a sentire Sebastiani, anche se è difficile credergli dopo le tante “sole” che ci ha rifilato in questi anni di sua presidenza in cui si è fatto notare per la capacità di mentire anche a se stesso, tanto che i tifosi lo hanno etichettato come “Pinocchio”.
Di vero, al momento, c’è solo che non entreranno nuovi soci nella Delfino, che non ci sarà ricapitalizzazione, e che non saranno venduti pezzi importanti.
Della querelle con Danilo Iannascoli non dice nulla, siamo fermi alla sua dichiarazione che tra loro due non era successo niente e che erano solo piccoli dissensi sulla gestione.
Alla faccia dei piccoli dissensi se è vero, come è vero, che Danilo Iannascoli era preoccupato seriamente per certe scelte di mercato, per certi affiancamenti con personaggi e con società particolari, per operazioni a suo dire non proprio adamantine e che il passivo era il risultato delle sue scelte personali sbagliate.
Non è detto che Iannascoli abbia ragione al cento per cento, ma di certo appare quantomeno strano che una società che ha avuto introiti milionari, si ritrovi con quattro, cinque milioni di passivo e il campionato deve ancora presentare dei conti di gestione per ben cinque mesi ancora.
Dov’è la verità?
Difficile dirlo considerando la poca o nulla trasparenza negli atti presidenziali, mettendo in conto anche l’arroganza del ragionier Sebastiani che risponde solo con irritazione personale alle domande scomode e se ne esce con la solita frase che nulla dice: Venite nel mio ufficio a guardare i conti.
Perché nulla dice? Perché chi ha bisogno di sapere, non “deve andare nel suo ufficio” ma deve poter conoscere, con comunicati e con dichiarazioni pubbliche, ciò che il presidente fa della Pescara calcio che, anche se è da lui presieduta, non è sua proprietà personale. E poi, caro ragioniere, non è un mister per nessuno che i bilanci sono come i vestiti che si indossano secondo le occasioni.
Se ne renda conto in modo definitivo: La società calcistica rappresenta la città ed è dei tifosi e dei cittadini pescaresi ai quali lui dovrà sempre rendere conto del comportamento assunto. (gianni lussoso)