CALATA LA RETE, I PESCI ABBOCCANO.
11/01/2016

E’ tutto un gran parlare sull’incontro tra dirigenti del Delfino, alcuni tra i più importanti operatori economici locali e due rappresentanti della politica del peso di D’Alfonso e Alessandrini nel trabocco di Marinelli.
Doveva essere un incontro segreto, ma il giornale Il Centro ha potuto fare uno scoop con tanto di foto e di servizi.
Uno degli operatori presenti ha parlato, incavolatissimo, di “agguato mediatico”. E ha ragioni da vendere. La domanda è: Chi ha avuto interesse a far sì che la notizia diventasse pubblica e in modo roboante?
Certamente qualcuno cui faceva comodo pressare gli intervenuti e rendere pubblica la loro presenza e, soprattutto, la possibilità di avere, a breve, liquidità che, al momento, non ci sono. Soldi che arriverebbero sotto forma di sponsorizzazioni.
Facile intuire la fonte della gola profonda.
Ma la domanda è ancora un’altra: E’ vero che la rete è stata calata e che alcuni pesci hanno abboccato, ma fino a che punto?
Per invogliare i presenti a partecipare all’operazione rafforzamento della società sul piano finanziario il presidente Sebastiani ha messo sul piatto della bilancia due pesi importanti, la possibilità di cedere due tre giocatori di spessore e la costruzione del nuovo stadio.
Per ora i giocatori non si toccano, l’ha precisato il ragionier Sebastiani in più di un’occasione e, anche se è abituato a fare il contrario di ciò che promette, non credo che voglia mettersi dalla parte del torto vendendo i giocatori di maggiore spicco tecnico. Allora la discussione sicuramente è stata fatta sulla possibilità di ricavare dei grossi guadagni con la costruzione del nuovo stadio.
Pare che, in Italia, “Il problema del calcio sono gli stadi”. Tutti sono convinti che con gli stadi nuovi cresceranno incassi e ricavi.
Stesso pensiero porta Sebastiani a fare il grande passo e, forte delle presenze di D’Alfonso e Alessandrini, è certo di superare gli ostacoli posti in essere dalla Soprintendenza ai Beni Culturali che ha detto no, ponendo il vincolo architettonico sul vecchio impianto. Il problema potrebbe essere risolto con la costruzione di un nuovo impianto. Stadi di proprietà che aprono una nuova era del calcio e che dovrebbe costituire il superamento dell’era dei diritti televisivi, una sorta di «terza repubblica» del calcio che offre un’ancora di salvezza ai club che ormai hanno serie difficoltà di mantenere i bilanci nonostante gli introiti dei diritti televisivi.
Il testo della legge sugli stadi prevede una corsia preferenziale per chi costruirà nuovi stadi: finanziamenti super agevolati con piano di realizzazione dell’opera in tre anni e un fondo dello Stato di venti milioni. Il tutto puntava all’obiettivo di giungere ai campionati europei del 2016 con impianti polifunzionali, sicuri e tecnologicamente all’avanguardia. Comunque l’iter della legge è fermo per via di un emendamento che vorrebbe estendere la possibilità di costruire dei nuovi stadi anche in zone soggette a vincoli paesaggistici.
E’ indubbio che un nuovo impianto comporti un incremento dei ricavi ma sarà fatto anche a scapito dei tifosi con l’aumento dei costi del biglietto.
Preso dalla smania di acquisire sponsorizzazioni importanti, Sebastiani ha gettato la sua rete sperando di fare buona pesca, ma sa che di fronte non ha dei fanatici del calcio, pronti a fare sacrifici per il raggiungimento di traguardi sportivi, ma operatori avveduti e “scafati” che interverrebbero solo in caso di certezza della costruzione del nuovo stadio.
Ci sono, però, impegni burocratici di non poca entità che possono raffreddare gli entusiasmi degl’investitori o forse Sebastiani pensa che le necessarie variazioni dei Piani Urbanistici Locali saranno favorite dalla presenza intorno al tavolo del trabocco di Alessandrini e D’Alfonso?
Per i tifosi biancazzurri sarebbe un sogno che questi operatori di grosso livello entrassero nella società per amore del calcio, ma è possibile che resti solo un sogno e nulla più.