MERCATO E PROBLEMI SOCIETARI: MOLTE IDEE MA CONFUSE.
04/01/2016

Si ricomincia la tarantella: molti nomi dati in pasto ai tifosi e mentre già pregustano l’arrivo del giocatore tal dei tali, arriva la notizia che un’altra società lo ha preso. In società si parla di arrivi di nuovi soci e di ricapitalizzazione ma, al di là del solito consumo di parole, nulla di concreto all’orizzonte.
Molte idee ma molto confuse.
Questo accade perché l’arte della comunicazione non è di questa società, perché l’ufficio stampa è tenuto da ottimi ragazzi che poco hanno di esperienza giornalistica, perché gli imput che arrivano dalla presidenza sono condizionanti e poco precisi perché lo stesso presidente non ha le idee chiare frastornato com’è dalla sua necessità di fare, comunque, business.
Ci vuole così poco a indirizzare un mercato considerando che al Delfino servirebbero un centrale difensivo (Domizzi?), un centrocampista in più, se va via Valoti, e un attaccante esterno.
Il Delfino può contare su un vero esperto di mercato, Giuseppe Pavone, e su un buon conoscitore di giocatori, Giorgio Repetto (forse un po’ in ansia per il rinnovo (che non pare sicuro) del contratto di collaborazione in scadenza. E con questi due professionisti del mercato è così difficile avere tre acquisti mirati e concreti?
A livello societario continua il braccio di ferro e, nonostante ci siano in arrivo tra pochi mesi bei soldini per le cessioni di Lapadula e Caprari, è così difficile trovare investitori che non siano i soliti da un per cento?
E poi, considerando i reali meriti di Danilo Iannascoli, è così difficile ricucire lo strappo? Nulla è peggiore dell’ostinatezza. Essere ostinati, caparbi, significa rasentare la stupidità.
Cui prodest, cui bono?
A chi giova questa politica dell’aria fritta e del consumo di parole?
Tutti i nodi vengono al pettine: Tutte le cose brutte ma nascoste, le bugie, i vecchi rancori, prima o poi, riaffiorano. Ma con l’intelligenza, e con la volontà positiva, tutto può essere rimesso in discussione e superato.
Ma signor Sebastiani, c’è questa volontà, c’è questa intelligenza? O esiste solo del rancoroso risentimento?