SEBASTIANI: BASTA GIOCARE CON LE PAROLE.
03/01/2016

Da domani, lunedì, il mercato diventerà operativo e sarà ora di smetterla di giocare con le parole: chiarezza e trasparenza sono doverose da parte del Pescara. Intanto dire con certezza chi lascia e chi entra senza dover rincorrere i si dice e i rumors dei vari corridoi.
Domizzi arriva, Maidat anche, Boakye che farà? Valoti torna al mittente? Bunoza va via?
E poi, restano da definire le questioni societarie: Chi ricapitalizza? Per quanto? Chi sono i nuovi soci? A che punto il braccio di ferro tra Sebastiani Iannascoli? Può il Delfino fare a meno, oggi, di un dirigente preparato e affezionato ai colori come Iannascoli?
Sono queste le domande che attendono risposta. E risposte serie, concrete, decisive.
Senti parlare il presidente e ti ritrovi con il latte che scende fino alle ginocchia: Cocco è blindato, Lapadula non si tocca, trattiamo Piccolo…
E poi leggi che Lo Spezia e Piccolo sono molto vicini all’accordo e che il Novara è pronto ad inserirsi... Che Cocco è richiesto dal Vincenza e finanche dal Cagliari… Che Lapadula e Mandragora sono vicini alla Juve…
Sebastiani, non crede che sia ora di smetterla con il consumo di parole e di dare inizio all’elencazione di fatti concreti?
Per mesi ci ha detto che tra lei e Iannascoli era tutto normale e che si trattava solo di piccoli dissensi come accade in tutte le “famiglie”, e invece ci ritroviamo con un Iannascoli dimissionario e sempre più propenso a darle battaglia su quelle chiacchierate prese di posizioni che hanno messo il Delfino, nonostante i grandi incassi, a registrare un passivo più che pesante, si parla di cinque sei milioni di euro per poter chiudere la gestione del campionato.
Allora, dove sta la verità?
Chi saranno i soci? I nomi che lei ha precisato sono dei “palliativi” finanziari e nulla di più. Ha altre risorse? Il Delfino deve temere le pressioni cui lei è soggetto da altre direzioni? Non è un mistero nell’ambiente economico che lei è in questo periodo in una fase interlocutoria e che è sotto “assedio”, come si suol dire, per operazioni diverse che non dovrebbero coinvolgere il Delfino, ma il condizionale è quanto mai necessario in questa situazione.
Chiarezza, trasparenza, serietà, poco consumo di parole e pochi fatti concreti di cui il Delfino ha bisogno: questa la regola giusta per un presidente serio. (Gianni Lussoso)