BREVI RIFLESSIONI DI FINE ANNO
31/12/2015

Due le realtà di cui discutere: società e squadra. Da una parte continua il braccio di ferro tra Danilo Sebastiani che vorrebbe acquistare la maggioranza delle quote mentre Sebastiani, con vari problemi nelle sue attività, cerca di puntellare la sua posizione all’interno del sodalizio, che è diventato il suo affare principale, sperando nelle future cessioni di Lapadula e Caprari le quali, per ora, gli servono come calamita per attirare investitori nuovi e in futuro per avere quei liquidi di cui ha necessità.
Il nodo da dirimere in questi giorni sta nella ricapitalizzazione e, soprattutto, nella necessità di trovare nuovi investitori che apportino capitali freschi. Poi c’è la questione nuovo stadio che darebbe altri sviluppi finanziari di non poca entità.
Dall’altra parte, invece, c’è la squadra capitanata da Oddo che è al quarto posto con 37 punti e che fa ben sperare per la conquista, quanto meno, della zona play off.
Quindi, a ben guardare, la squadra non ha problemi, almeno per ora, e sempre che il mercato di gennaio non proponga scherzi al momento non registrabili dato che Sebastiani ha detto che i due pezzi pregiati sono bloccati e restano almeno fino al termine della stagione. I problemi, invece, ci sono a livello societario anche se, con le sue interviste pilotate e a gettoni, il ragionier Sebastiani tenta di minimizzare quelle difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti.
Alcuni si chiedono il perché di questa rottura tra Sebastiani e Iannascoli e la risposta viene chiara e netta analizzando le posizioni che assume nella gestione Sebastiani, un padrone assolutista che non segue lo spirito della società di capitali, oltre che di persone, fidando sui soci da lui portati che lo appoggiano su ogni sua decisione, e, soprattutto, alcune voci del bilancio che fanno chiaramente intendere come Sebastiani abbia agito con un po’ di spavalderia economica e amministrativa fidando, forse, su situazioni che si sono sbriciolate strada facendo, vedi complesso City di fronte all’aeroporto, scalata fallita alla Bcc di Cappelle, qualche ombra che scende dalla Carichieti, qualche investimento edilizio non proprio esaltante, e la difficoltà del mercato automobilistico.
Insomma, per Sebastiani, il Delfino 1936 rappresenterebbe, in questo momento, un trampolino di resistenza e di rilancio, ed ecco spiegato il perché non molla la presa e, anzi, sperando nell’ingresso di amici operatori economici, crede nella svolta positiva nel prossimo futuro.
Alcuni tifosi dicono che a loro basta che la squadra continui a vincere e dei problemi tra Iannascoli e Sebastiani se ne fregano, come dire che chi sta in salotto a vedere la partita di calcio si disinteressa dell’incendio scoppiato in sala da pranzo…
Le prossime settimane di gennaio, prima della ripresa del campionato, ci chiariranno alcuni di questi aspetti, e sarebbe ora che la trasparenza societaria diventasse un fatto concreto e non un modo di dire. (Gianni Lussoso)