SEBASTIANI CERCA SOLDI E SOCI NUOVI
29/12/2015

I soci del Delfino Pescara 1936 dovranno badare a breve a varare la ricapitalizzazione del sodalizio biancazzurro al fine di ricostituire il capitale sociale, dopo lo sbilancio nei conti fatto registrare nel corso del 2015.
Tutti i soci del Delfino si dovranno ritrovare davanti al notaio per sottoscrivere la ricapitalizzazione, un fenomeno alquanto diffuso nel calcio, ma che si pensava non dovesse interessare il Delfino dopo le notevoli entrate degli ultimi tre anni.
E’ vero che molte società di calcio sono in crisi profonda ma ciò non dovrebbe riguardare il Delfino soprattutto in considerazioni delle notevoli voci in entrata che ci sono state negli ultimi anni.
Com’è possibile che il Delfino sia in passivo?
Quali i motivi che da alcuni anni hanno spinto i “soci amici” di Sebastiani a voltargli le spalle? Quali sono i punti deboli che sono all’origine delle gestioni fatte senza alcun rispetto dei principi di corretta amministrazione?
Due sono i principali eventi che hanno inciso negativamente sulla gestione: la trasformazione del calcio da evento sportivo a business commerciale e l’ingresso nel mondo del calcio dei diritti televisivi e la loro gestione.
Il calcio professionale richiede una gestione professionale come qualsiasi altra impresa con piani strategici, industriali e finanziari percorribili perché in difetto l’unica via per la quadratura dei conti è l’intervento munifico del presidente azionista che copre le perdite. Ma a Pescara non c’è un presidente munifico, anzi, abbiamo un presidente che dal calcio cerca di trarre quei vantaggi che non è riuscito, ultimamente, a trovare in altri settori in cui ha operato.
Se non quadrano i conti della gestione sportiva, occorre fermarsi e mettere ordine nei conti e risanare la gestione sotto l’aspetto economico, patrimoniale e finanziario.
Questo è categorico.
Invece si sta verificando una fuga in avanti con il progetto “stadio”, trasformando lo stadio in un centro commerciale sperando che il nuovo business quadri i conti della gestione sportiva.
Infatti, oggi come oggi, tutto l’interesse di Sebastiani verte sulla necessità di trovare dei soldi e dei soci nuovi per tamponare la situazione in attesa di avere in mano la grossa torta del nuovo stadio.
A mettergli i bastoni tra le ruote ci ha pensato la Soprintendenza che ha di fatto ridotto gli entusiasmi iniziali e ora il presidente Sebastiani deve vedersela con l’assenza pesante di un uomo come Iannascoli che ha dalla sua una notevole competenza calcistica, un afflato particolare con i tifosi e, soprattutto, un credito nei confronti della società piuttosto rilevante.
Ricapitalizzare significa incremento del capitale con nuovi conferimenti. Ciò si può ottenere tramite il versamento dei soci presenti di nuovo capitale liquido, o con l’ingresso di nuovi soci in modo da trovare sul mercato il denaro necessario.
Ovviamente non sempre questo è un vantaggio o meglio, a volte si ricapitalizza a sostegno di nuovi investimenti (e va bene), ma a volte (e non di rado a dire la verità) l’azione di ricapitalizzazione serve solo a salvare aziende che di fatto andrebbero ristrutturate.
La domanda che frulla nel cervello di Sebastiani è: Iannascoli parteciperà alla ricapitalizzazione? Gli altri soci sono in grado di farlo e per che cifra? I nuovi chi sono e che peso hanno?
E’ vero che il Delfino ha in organico alcuni giocatori interessanti che, venduti, farebbero rientrare dei bei soldini, ma basta questa possibilità ad invogliare nuovi investitori?
E’ certo che, i prossimi giorni, mentre il calcio giocato è fermo, costituiscono motivi d’interesse particolari per i tifosi e non solo. (Gianni Lussoso)