SEBASTIANI BUSSA A DENARI.
23/12/2015

Dalla lettura delle varie voci in bilancio della Pescara calcio, si evince che il socio Danilo Iannascoli ha anticipato più di un milione di euro oltre al pagamento della quota capitale versata regolarmente.
Orbene, nella società di capitali, gli apporti spontanei e i prestiti dei soci svolgono un ruolo significativo nella fase di finanziamento della società; grazie a questi strumenti la società viene dotata delle risorse necessarie per lo svolgimento della propria attività gestionale.
Gli apporti spontanei permettono ai soci di incrementare il patrimonio senza una formale imputazione al capitale sociale al fine di consentire alla società la propria attività di impresa.
I prestiti sono rapporti negoziali di credito tra soci e società; possono essere effettuati in un periodo di crisi della società (anomali) oppure in una normale fase della vita dell’impresa (non anomali).
Stante la situazione attuale, con Iannascoli sull’Aventino, Sebastiani ha bisogno di liquidi e, avendo preso l’impegno con i tifosi di non vendere a gennaio ma di rafforzare l’organico con un paio di acquisti, necessita di conferimenti o di prestiti da parte dei soci vecchi e, eventualmente di soci nuovi, ed ecco spiegato il perché della sua spasmodica ricerca di “aiuti” finanziari che hanno portato all’ingresso di Dino Zampacorta, come sponsor di maglia, all’eventuale ritorno di Martino che, se ben ricordo, uscì sbattendo la porta e criticando aspramente Sebastiani e i suoi atteggiamenti, alla richiesta a Mesa di aumentare il suo impegno finanziario, al dottor Brocco di entrare in società e al signor Barbarossa della A&S di acquisire delle azioni.
Oggi come oggi, la partita più importante dei biancazzurri non si gioca sul terreno verde ma sul tavolo della società: Sebastiani sa di avere il fiato cortissimo, non ha avuto molta fortuna in altri settori imprenditoriali e si attacca a questo treno che, comunque, naviga e ha un futuro soprattutto in virtù della possibilità di gestire gli affari inerenti il nuovo stadio. Ed è con questa luce che cerca di illuminare un percorso piuttosto buio e di invogliare alcuni operatori a investire nelle sue idee.
Sebastiani, comunque, è rotto a ogni esperienza e sa bene come manovrare capitali e persone in suo favore: l’ha sempre fatto e i giochi gli sono riusciti. Ma ora è possibile che il vento stia cambiando e vedremo cosa faranno le “maniche al vento” o come dire i reggitori di microfoni che gli hanno fatto da zerbino fino a oggi e se avranno ancora il coraggio di mistificare le realtà evidenti.
Inutile accusare di voler fare i commercialisti a chi cerca di conoscere le verità societarie: il calcio oggi è cambiato. Non ci sono più i mecenati che spendevano i loro soldi per il bene societario, ma operatori che manovrano soldi altrui ed è necessario che si sappia che fine fanno.
Il Pescara ha venduto per milioni di euro in questi ultimi anni come mai era capitato in passato. Non ci sono stati grossi investimenti, anzi, siamo andati avanti per lo più con prestiti. Non si capisce perché ci siano tanti debiti da colmare e, soprattutto, le reali posizioni della Gea e di Mesa e di alcuni operatori che sono vicini ma non dentro la società.
Sono queste le domande alle quali dovrebbe rispondere Sebastiani e non alle accomodanti richieste di coloro che parlano, parlano, e non dicono nulla. (Gianni Lussoso)