IL BILANCIO BIANCAZZURRO: UNA LETTURA INTRIGANTE.
22/12/2015

Basta scaricare dal sito della Camera di Commercio copia del bilancio della società di calcio per avere la possibilità di una lettura molto intrigante e, per certi versi, istruttiva.
Come i miei lettori sanno, le società di calcio professionistiche sono società di capitali e in quanto tali sono sottoposte alla disciplina civilistica e alle regola dell’ordinamento sportivo in cui operano.
Le società di calcio pubblicano ogni anno il rendiconto annuale. Il bilancio è composto dal conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario.
Nel conto economico sono indicati gli incassi e le spese e come valore finale il risultato netto.
Nella voce ricavi sono compresi i diritti televisivi, gli incassi del botteghino (abbonamenti e biglietti), gli sponsor, proventi da gestione calciatori (plusvalenze da cessione tesserati) e il merchandising.
I principali costi sono rappresentati dagli stipendi dei calciatori e del personale, dalle spese generali (stadio, trasferte, mezzi) e dagli oneri da gestione calciatori (minusvalenze da cessione tesserati).
Una voce impostante nei bilanci delle società di calcio è l'ammortamento che permette di ripartire il prezzo d'acquisto di un bene sulla durata del suo utilizzo. Infine ci sono gli oneri/proventi finanziari (gli interessi passivi/attivi sui debiti-crediti) e le imposte. Il risultato netto indica la capacità della società di generare profitti o perdite.
Fanno parte dello stato patrimoniale le attività e le passività della società quali i diritti pluriennali relativi alle gestioni dei calciatori (il valore dei cartellini dei tesserati), altre proprietà (terreni, automezzi), marchi, i crediti, il denaro in cassa, il patrimonio netto e i debiti.
L'indebitamento finanziario netto è dato dalla differenza tra debiti e crediti di natura finanziaria.
Nel rendiconto finanziario sono indicate le entrate e le uscite di cassa (flussi di cassa).
La gestione dei calciatori esempio pratico
In questo esempio vediamo come l'acquisto/vendita di un calciatore incide sul bilancio della società.
Club A acquista il calciatore XX per 10 milioni di euro. Il calciatore XX firma con il club A un contratto dalla durata di cinque anni a un milione di euro (lordo) a stagione.
A conto economico ogni anno sarà imputato il costo di 1 milione relativo allo stipendio del calciatore e due milioni di euro come ammortamento dell'acquisto.
Il valore netto del calciatore nell'anno successivo all'acquisto sarà di otto milioni. Questo significa che in caso di vendita del tesserato a un altro club per dieci milioni si genererebbe una plusvalenza di due milioni.
Viceversa in caso di vendita del tesserato nell'anno successivo all'acquisto a cinque milioni di euro sarà contabilizzata una minusvalenza da tre milioni.
Nello stato patrimoniale sarà iscritto alla voce diritti pluriennali alle gestioni dei calciatori il valore di dieci milioni di euro (otto milioni l’anno successivo).
Si è notato che, spesso, i bilanci sono dei veri e propri buchi neri, pompati da capitali di provenienza ignota.
Leggere un bilancio non è semplice e molti professionisti ci si perdono in quanto i bilanci sono come i vestiti che vanno indossati a seconda delle stagioni e degli avvenimenti a cui si partecipa…
Ma, per chi vuole saperne di più, ci sono siti specializzati, che trattano prevalentemente, degli aspetti economici del calcio. Anche i giornalisti e opinionisti delle varie trasmissioni televisive devono necessariamente conoscere gli aspetti economici del calcio. Il tutto è dovuto al fatto che l'argomento principe è il calciomercato e il tifoso vuol sapere se la propria società è in grado di comprare i campioni che lui sogna. Si dirà che è sempre stato così, tuttavia l'era dei presidenti mecenati è finita, almeno in Italia, e il tifoso ha iniziato a domandarsi perché il proprio club non può più comprare i campioni. In questo scenario, si è inserito il Regolamento del Fair Play Finanziario che costringe i club ad adottare una filosofia gestionale basata sull'autofinanziamento e quindi di prestare la massima attenzione ai ricavi e ai costi, perché le società devono acquisire l'attitudine a durare nel tempo, basandosi sulle proprie forze.
Il calcio italiano ora vive soprattutto, grazie ai diritti TV. Sono carenti le altre due componenti delle fonti di ricavo, ossia i ricavi commerciali e i ricavi da stadio. La carenza dei ricavi commerciali, ad esempio rispetto alla Germania, può essere dovuta al contesto economico generale delle due nazioni. La carenza dei ricavi da stadio è dovuta alla mancanza di investimenti nelle infrastrutture è dovuta al fatto che negli anni d'oro del calcio italiano, le società preferivano comprare calciatori, piuttosto che investire negli stadi, che erano di proprietà di Enti Pubblici.
Stanno emergendo un po’ ovunque forme di partecipazione dei tifosi ai club ma se si vuole incoraggiare la partecipazione dei tifosi ai club si potrebbe adottare la formula tedesca del 50+1, che impedisce ad una singola persona fisica il controllo del club. In genere i club sono controllati da un'associazione sportiva.
La Pescara calcio, in attesa della ricapitalizzazione, ha necessità di liquidi ed è per questo motivo che Sebastiani sta cercando flussi, anche se minimi, di capitali freschi da nuovi soci considerando che la posizione presa da Danilo Iannascoli l’ha messo in ambasce anche se cerca di minimizzare la situazione sperando in arrivi che, al momento, sono solo a livello di pour parler…
E’ vero che la società biancazzurra ha ancora dei soldini da avere per le operazioni relative a Melchiorri e Brugman ma ci sono anche delle uscite che riguardano Vukusic, Bjarnason e Quintero.
Sebastiani sfoggia sicurezza e dice che non venderà a gennaio e che, anzi, farà degli acquisti mirati, ma aspettiamo gli avvenimenti perché, come la saggezza popolare indica, tra il dire e il fare…. con tutto quello che segue. (Gianni Lussoso)