DOMIZZI? MI TERREI BUNOZA. SEBASTIANI? MI TERREI IANNASCOLI
13/12/2015

Potessi scegliere, personalmente, tra Domizzi e Bunoza, mi terrei Bunoza. Tra Sebastiani e Iannascoli, sceglierei Iannascoli. E avessi ancora la possibilità di scegliere, mi terrei la tifoseria pescarese al gran completo.
Il Domizzi visto contro l’Inter è un “impiegato del catasto” fatto scendere in campo. Credo proprio che al Pescara di oggi non serva più di tanto. Il difensore centrale che ci servirebbe è un Campagnaro in buona salute: si trova sul mercato? Se sì, prendetelo, altrimenti andiamo avanti così.
Tra il Sebastiani che spacca la tifoseria, la stampa, che fa solo i suoi personali interessi, preferirei, potessi scegliere, unno sportivo e un tifoso come Iannascoli.
Alcuni dicono che Sebastiani ha il talento nel trovare i soldi necessari alla gestione del sodalizio e che non sono sicuri delle potenzialità di Iannascoli. Di certo non so se il valore personale, dal punto di vista finanziario, favorisca l’uno o l’altro, ma di certo so, per i dati di fatto che la storia sportiva degli ultimi anni ci regala, che lo spessore umano e carismatico di Iannascoli è tutto a suo favore.
Il dirigente sportivo agisce oggi all’interno di un quadro di riferimento molto diverso nel passato e viene sempre più coinvolto in attività e organizzazioni complesse che per funzionare bene richiedono la realizzazione contemporanea e coordinata di numerose funzioni. Tra esse le più efficaci riguardano l’organizzazione dell’attività sportiva stessa, il rapporto con i tesserati, lo sviluppo delle attività e il dialogo con istituzioni esterne, l’acquisizione di materiali o servizi dall’esterno.
Oltre a queste funzioni fondamentali, va messa in conto – forse più importante delle altre – la funzione strategica, che consiste nell’indispensabile elaborazione di visioni e piani d’azioni per il futuro capaci di assicurare lo sviluppo e il potenziamento delle attività sociali.
In dettaglio, il dirigente sportivo si occupa di: gestire i rapporti con enti e federazioni; cercare sponsor e finanziamenti; elaborare strategie di marketing; curare i rapporti con la stampa (non solo con quella che gli regge il microfono e gli fa da zerbino);
Un buon dirigente dovrebbe conoscere la propria disciplina sportiva, anche avendola praticata come atleta e saper gestire strategicamente una società senza snaturarne l’intrinseco spirito sportivo. Inoltre dovrebbe sapersi rapportare con i soci e, soprattutto, gestire il patrimonio umano rappresentato dalla tifoseria.
Doti che, in verità, in questi ultimi anni, non sono riuscito a trovare in Sebastiani che ha fatto della Pescara calcio, o Delfino che dir si voglia, un suo feudo personale e il mezzo per riscattarsi, o tentare di farlo, dalle delusioni che sta soffrendo in altri settori in cui è impegnato. (G. Lussoso)