EMULAZIONE SENZA AVERNE I MEZZI…
10/12/2015

Maledetto Barcellona, ha così fatto innamorare del suo calcio gli appassionati che molti pensano di imitarlo o di emularlo facilmente senza avere, però, i mezzi tecnici di cui il Barca dispone.
In breve cerco di dare una definizione del gioco del Barcellona che, in linea generale, si sviluppa attraverso un modello di calcio “totale”: fitte trame di passaggi, una costante dedizione al possesso palla, pressing alto alla ricerca di un immediato recupero della palla appena persa. Tutti i giocatori partecipano attivamente alle fasi di gioco, portiere compreso.
Il singolo è esaltato dal collettivo, benché una tecnica individuale altissima sia fondamentale per l’articolazione di un così complesso sistema.
Il 4-3-3 è il disegno iniziale e necessario su cui si basa il gioco del Barcellona, inteso come schieramento di partenza, poiché nell’arco dei 90 minuti subisce innumerevoli mutazioni tattiche, proprio a causa del continuo movimento della squadra. Per questo è chiaramente difficile parlare di un modulo di gioco univoco.
L’impostazione parte dal portiere che predilige l’appoggio ai difensori, al lancio lungo sulle punte. I terzini si alzano sulla linea dei centrocampisti, i centrali difensivi si allargano esternamente permettendo al mediano basso di venire a prendere palla sulla linea di difesa e impostare palla al piede. L’avanzamento tramite possesso permette alla squadra di essere sempre corta e compatta: la circolazione della palla è rapida, uno o due tocchi per eludere il pressing avversario.
É tutto un gioco di posizioni, il giocatore con la palla ha sempre più possibilità di giocata: la chiave sta nel movimento e nei triangoli di gioco che si creano in seguito allo smarcamento del compagno; liberarsi dalla marcatura permette di giocare più agevolmente, con appoggi e fraseggi nel breve, evitando così lanci lunghi e scontati.
Il Barcellona gioca “semplice”, chi è spalle alla porta (il lato alto del triangolo), scarica dietro a chi ha una visione frontale della situazione. Lo svolgimento del gioco è diretto a ricercare spazi che facilitino la progressione, e a trovare uomini liberi per disporre al meglio dei suddetti spazi. Sfruttamento dell’ampiezza di gioco: gli attaccanti esterni si posizionano all’altezza della linee laterali del campo per allargare la difesa avversaria e facilitare l’inserimento dei centrocampisti da dietro.
Il gioco del Barcellona non prevede un attaccante di peso per evitare di concedere punti di riferimento. Il cuore dell’attacco infatti, non è presidiato in maniera fissa da una boa centrale, ma resta “libero” per lasciare spazio alle incursioni a sorpresa dalle retrovie.
Chi vede giocare il Barcellona o si innamora per quel gran possesso di palla o si scoccia perché lo trova ripetitivo e noioso…
Comunque sia, si possono imitare i migliori, ma bisogna averne i mezzi.
Il Pescara che cerca di fare gran possesso di palla e poi sbaglia i passaggi o non sa far muovere i triangoli di giochi, corre il rischio concreto di avere molti palloni tra i piedi ma di non saper trovare la via del gol e scimmiotta maldestramente il Barcellona diventando insopportabile.
In alcune occasioni (vedi vittorie contro il Cagliari e il Crotone) le cose sono andate bene e hanno fatto sognare, ma l’emulazione deve essere costante e continua e non può vivere sulla esaltazione di qualche giornata, ma frutto di un’applicazione diuturna e con l’impegno di migliorare i fondamentali.
I tifosi ora sono scettici e dubbiosi e, soprattutto, conoscendo le virtù mercantili di Sebastiani, temono il mercato invernale: come dargli torto? (Gianni Lussoso)