I TRIONFALISMI DI SEBASTIANI E DEI POLITICI NOSTRANI
12/11/2015

Li abbiamo letti e ascoltati nelle loro dichiarazioni trionfalistiche, dal presidente Daniele Sebastiani a Diodati, dal governatore D’Alfonso al sindaco Alessandrini, e ci pare strano che ci sia tutto questo ottimismo per la ricostruzione in tempi brevi di uno stadio Adriatico per il calcio e di uno stadio per l’atletica leggera e altre discipline sportive.
Un ottimismo esagerato considerando che ci sono vincoli sull’attuale struttura che, ricordiamolo, nel 1955 nacque come Centro Coni per gli sport.
Il presidente regionale del Coni Enzo Imbastaro ha già espresso le sue critiche e le sue preoccupazioni: “L’attuale impianto sportivo, che risale al 1955, è stato costruito dal Coni e il 2009, in occasione dei Giochi del Mediterraneo, sono stati spesi 14 milioni per ristrutturarlo, di cui 10 dello Stato e 4 del Comune. Adesso vogliono realizzare il nuovo stadio e il Coni non è stato neanche consultato. Inoltre se è vero che la nuova pista di atletica, che verrà realizzata a San Donato, costa solo 3-4 milioni, vuol dire che l’impianto non sarà all’altezza. Per una pista seria ci vogliono molti più soldi, quella è una cifra irrisoria. Voglio ricordare, in proposito, che in passato Pescara è stata sede di manifestazioni di atletica di livello internazionale. Io temo che venga costruito un impianto non adeguato alle reali necessità”.
Alle perplessità del Coni si aggiungono quelle della Soprintendenza che ha dei vincoli particolari che non si riducono solo alla soluzione ad archi per il sostegno delle tribune, che fu adottata nel 1955 dall’architetto e urbanista romano Luigi Piccinato che, come evidenzia lo stesso assessore Diodati, “Ha un valore artistico e ambientale importante e per questo sarà conservata e valorizzata.”
Oggi i rapporti con la Sovrintendenza non sono tranquilli: già due anni fa, è stato aperto un procedimento per mettere sotto tutela alcune parti dello stadio Adriatico.
Sicuramente si dovrà tener conto delle prescrizioni e tale necessità e stata precisata a chi sta redigendo il preliminare. Siccome, però, l’assessore sa bene, come dovrebbero saperlo i politici nostrani che stanno appoggiando l’iniziativa, che la soluzione non è così facile, come presentata nei giorni scorsi, hanno deciso di far intervenire la piazza che dovrà spingere verso il superamento di tali vincoli nel corso di un pubblico dibattito.
Si prevede, dunque, per dicembre prossimo, un braccio di ferro tra cittadini, politici, Coni e Soprintendenza, con un risultato che non è possibile prevedere, allo stato attuale, in quanto, i trionfalismi e le facilonerie di Sebastiani e dei politici che lo appoggiano, potrebbero non trovare riscontro nella realtà.
Un’idea non peregrina potrebbe essere quella di lasciare lo Stadio Adriatico com’è e costruire uno stadio per il calcio tutto nuovo, con le soluzioni previste dalle nuove esigenze logistiche, così come hanno fatto a Torino i dirigenti della Juventus. Probabilmente anche i costi potrebbero essere inferiori con un impatto ambientale diverso.