SEBASTIANI, UN PO’ DI CHIAREZZA, MAI?
11/11/2015

In questi anni di gestione Sebastiani il comune denominatore è la mancanza di chiarezza nelle sue esternazioni.
Una costante che fa parte della natura del dirigente biancazzurro, non dico dell’uomo perché mi è sconosciuto non avendo avuto mai frequentazioni dirette con la persona.
Come dirigente, però, ha inanellato, in questi anni di sua gestione, una serie enorme di bugie e persiste nonostante sia sbugiardato dai fatti.
Continua a dire che con Iannascoli ci sono solo dei normalissimi screzi, come accade in tutte le famiglie, e che non ci sono problemi. Poi si viene a conoscenza del fatto che Iannascoli è sempre in attesa della risposta ufficiale alla sua offerta concreta di rilevare il suo pacchetto di azioni e di avere risposte, intanto, risposte chiare ed esaustive su alcune operazioni da lui non condivise.
Ci aveva parlato del progetto relativo al centro sportivo a Silvi e la cosa è andata a finire nel dimenticatoio.
Ci aveva detto che la società sarebbe stata aperta a tutti e che ci sarebbe stata la massima trasparenza ma i vetri sono più appannati che mai e non si vede niente all’interno.
Aveva detto che i profili ufficiali relativo al nuovo stadio erano già allo studio dell’ingegner Roberto Regni di Perugia, il progettista dello stadio Friuli di Udine. Altra bugia considerando che
già a fine dicembre 2014, Daniele Sebastiani aveva scaricato Regni e chiesto a “B Futura” la realizzazione di uno studio di pre fattibilità economico finanziaria e la realizzazione di uno studio di uno studio di fattibilità integrato da Concept Design, volto a ottenere il pubblico interesse nell’ambito della cosiddetta legge sugli stadi.
Aveva detto che tutto l’iter burocratico era stato studiato e sostenuto da eminenti forze politiche e amministrative e che non c’erano problemi di sorta e ora si sa che nel luglio scorso, l’organo del ministero dei Beni culturali ha inviato una lettera al Comune per avvertire di voler mettere sotto osservazione l’impianto, non escludendo la possibilità di poterlo poi sottoporre integralmente a vincolo.
Quindi, non solo il vincolo alle colonne di Piccinato, come previsto inizialmente, ma all’intera struttura.
Una decisione del genere bloccherebbe per sempre qualsiasi intervento.
Anche il Coni, da parte sua, si è fatto sentire e ha ricordato che lo Stadio Adriatico è un suo Centro e fu fatto dal Coni nel 1955 e che lo stesso Coni è intervenuto finanziariamente per il restyling dei Giochi e ha precisato che l’eventuale Stadio di atletica non potrebbe essere realizzato con la somma preventivata da Sebastiani e dai suoi consigliori della Regione e del Comune.
Inoltre Sebastiani a volte parla di restyling, a volte di ammodernamento, e chi segue questa vicenda dal punto di vista burocratico, dice che si tratterebbe di una vera e propria ristrutturazione che cambierebbe tutto il volto dello Stadio quasi come se fosse “ricostruito” ex novo…
Da parte sua il Comune, per bocca dell’assessore Diodati, ha precisato: “Noi abbiamo l’esigenza di andare avanti perché il Comune non può più gestire lo stadio per mancanza di soldi; siamo pronti a trovare un compromesso con la Soprintendenza per preservare il ricordo storico dell’impianto, ma se dovesse bloccarci con un vincolo integrale potremmo anche decidere di fare ricorso al Tar”.
Insomma, è così difficile fare chiarezza e dire le cose come stanno veramente?
E giacché ci siamo, potrebbe definire in modo definitivo le reali attività per la Pescara calcio della Gea e quali sono i veri interessi di Mesa all’interno del Gruppo?
Ho chiesto di Mesa al vice presidente Gabriele Bankowski che mi ha solo detto che il signor Mesa è una persona perbene. Nessuno lo mette in dubbio, ma che “c’azzecca” con il Pescara? Amore per il calcio? Anche dopo che ha lasciato il suo impegno in Spagna dal giugno scorso?
Ragionier Sebastiani, un po’ di chiarezza no? (Gianni Lussoso)