LE SCONFITTE FANNO, INNANZI TUTTO, ESPERIENZA...
08/11/2015

Come spesso ripeto in TV, gli entusiasmi, come le depressioni, li lascio ai tifosi che si fanno condizionare dai sentimenti. Da critico, analizzando asetticamente le due sconfitte devo precisare che: Le sconfitte fanno, innanzi tutto, esperienza. La sconfitta non fa che ingigantire con la lente d’ingrandimento i tuoi punti deboli. Cose sbagliate che si fanno o che ci sono anche quando si vince, ma la sconfitta, proprio perché brucia, stampa addosso degli errori in modo indelebile. Magari piccole cose perché, come dicono, “l’arte è nei dettagli”, ma che devono essere migliorate. C’è sempre la tentazione di buttare via il bambino con l’acqua sporca.
Non sto dicendo, sia ben chiaro, che perdere va bene. Nessuno vuole perdere.
Da queste due lezioni (Novara e Ternana per non dimenticare anche Livorno e Ascoli), certamente, la dirigenza e lo staff tecnico ripartiranno per migliorarsi.
Ogni sconfitta, quindi, porta consigli.
Bisogna analizzare il perché e cercare di trovare le soluzioni per fare ancora meglio.
Se riusciamo a trarre lezioni da tutto e trovare rimedi, possiamo farcela. La sconfitta deve essere la motivazione per andare più avanti nelle prossime gare.
Detto questo vediamo in dettaglio cosa non è andato per il verso giusto: Troppa sufficienza in alcuni momenti della fase difensiva; qualche egoismo di troppo nella fase d’attacco quando, invece di sparare in porta, sarebbe più utile alzare la testa e vedere il compagno smarcato che aspetta il passaggio; a centrocampo qualche volta bisogna sapersi liberare del pallone calciandolo fuori e non tentare un dribbling che ti costa la ripartenza dell’avversario.
Tra gli aspetti positivi vedo la mentalità di Oddo che è fatta di coraggio e di acume nelle scelte dei cambi. Immaginate se Lapadula avesse segnato o se Forte non si fosse fatto bloccare in occasione del tiro, quanti osanna per Oddo per aver tolto un centrocampista in favore di un attaccante…
E’ anche vero che, con i se e con i ma, non si va troppo avanti, ma non bisogna nemmeno bendarsi gli occhi a causa della sconfitta e non esaminare gli aspetti positivi. Assurdo, come detto prima, buttare via il bambino con l’acqua sporca.
Questa squadra ha un buon tasso tecnico, il mister legge bene le partite, la preparazione atletica sembra ottimale, la società non corre rischi di penalizzazione come altre del torneo, i presupposti per riprendersi, allo stato attuale, ci sono tutti. Basterà riorganizzarsi, utilizzare gli insegnamenti che vengono da queste sconfitte, non vendere giocatori importanti a gennaio e, alla fine, i play off saranno del Pescara.
Basti notare come molte squadre di alta classifica hanno perso e come il distacco dei biancazzurri sia molto limitato.
Il ragionier Sebastiani, da parte sua, continua a dirci che tra lui e Iannascoli non ci sono problemi: intanto l’ex amministratore delegato non è al seguito della squadra, i distinguo amministrativi sono ancora tutti in ballo, le precisazioni chieste non sono state date, dunque, parlare di “Tutto a posto, non ci sono problemi…” è fare un consumo di parole che non assicurano la tranquillità in società
Maggiore trasparenza, migliore comunicazione, più rispetto delle verità, queste sono le cose necessarie per ridare credibilità al ragionier Sebastiani e alla sua gestione.