QUALCHE PROBLEMA PER IL “NUOVO” ADRIATICO?
06/11/2015

Seguendo i programmi del ragionier Sebastiani, sia per quanto riguarda il City, sia per altre sue iniziative commerciali e sia per quanto attiene lo Stadio Adriatico, si ha l’impressione che non tutto giri nel modo migliore, almeno dal punto di vista di Sebastiani: fermata l’operazione City, ora pare che ci siano dei veti per ciò che potrebbe riguardare lo Stadio.
Come ricorderete si è svolta tempo addietro presso la Sala Giunta di Palazzo di Città una riunione operativa sulla futura riqualificazione e ammodernamento dello stadio Adriatico. Alla riunione erano presenti il sindaco Marco Alessandrini, il vice sindaco Enzo Del Vecchio l’assessore allo Sport Giuliano Diodati, il presidente della Pescara Calcio Daniele Sebastiani e il presidente della Lega Calcio B, Andrea Abodi, oltre ai dirigenti e tecnici del Settore Lavori Pubblici del Comune di Pescara e il responsabile di B Futura (società di scopo della Lega Nazionale Professionisti B per lo sviluppo infrastrutturale) Lorenzo Santoni.
Durante la riunione si era fatto il punto sul progetto del nuovo stadio e sulla tempistica che dovrebbe vedere entro la fine dell’anno la presentazione dello studio di fattibilità, volto ad ottenere l’interesse pubblico tramite la conferenza di servizi che avvia l’iter della legge 147 del 27/12/2013 sugli impianti sportivi. L’elaborato dovrebbe essere inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche del Comune, senza oneri per l’Ente e la realizzazione sarà finanziata da capitali privati.
“Si tratta di un progetto che consentirà allo Stadio di essere annoverato fra le strutture più all’avanguardia d’Italia e conforme ai migliori esempi a livello europeo – affermò il sindaco Marco Alessandrini – Sarà così possibile anche una sostanziale riduzione della spesa pubblica oggi a carico dell’Amministrazione, oltre a un considerevole aumento dell’indotto in termini sia di forza lavoro sia di ricadute indirette sulla città e sul territorio”.
“Il progetto riqualifica e ridisegna la struttura rendendola all’avanguardia e offrendo ai tifosi e cittadini pescaresi una nuova casa moderna e accogliente, sicura, accessibile e rispettosa del territorio – aggiunse l’assessore allo Sport Giuliano Diodati – Il progetto prevede uno stadio senza pista di atletica, con gli spalti adiacenti al campo, conservando i cavallotti della struttura portante della tribuna centrale. Sono inoltre previsti altri spazi d’intrattenimento e commerciali (albergo, cinema, ristorante, supermercato…) che consentiranno la piena fruibilità dell’impianto 365 giorni l’anno”.
In vista di tale riqualificazione e sempre a costo zero per l’Ente, sarà data precedenza allo spostamento della pista di atletica in altra sede.
Quello che si profila per l’Adriatico, col suo nuovo look, è una ‘cittadella dello sport’ di stampo europeo.
Quando sarà emesso il bando per la concessione dell’Adriatico, perché è questa la modalità con la quale verrà assegnata, la società che dovesse aggiudicarsela dovrà accollarsi anche la costruzione del nuovo stadio per l’atletica e tutte le altre discipline che non potranno più essere praticate nell’Adriatico rimesso a nuovo.
E’ chiaro che potrebbe aggiudicarsi i lavori anche un Ente diverso dalla Pescara Calcio, anche se poi potrebbe averli in subappalto.
Insomma, un restyling del costo preventivato di circa 40 milioni di euro, di cui ancora non sono stati resi noti i profili ufficiali che sarebbero già allo studio dell’ingegner Roberto Regni di Perugia, il progettista dello stadio Friuli di Udine.
Nonostante la convinzione di poter procedere celermente alla presentazione del progetto, pare che ci siano, ora, dei veti possibili che, per annullarli, porteranno il sindaco e l’assessore dello sport a indire un Consiglio Straordinario per far sì che siano i cittadini a scegliere il futuro dello stadio e non sia una volontà calata dall’alto.
Certo è che Sebastiani confida molto nel fatto di poter gestire quest’operazione, forte di una prelazione esistente a favore del Delfino 1936, che ridarebbe slancio a tutta l’attività societaria e, soprattutto, alla sua operatività imprenditoriale.