I TIFOSI CHIEDONO CHIAREZZA CHIAREZZA.
29/10/2015

Lo chiedono i tifosi e non soltanto loro: chiarezza.
Dopo il botto delle dimissioni di Danilo Iannascoli si chiedono tutti: Ma l’Amministratore Delegato dov’era?
Facile rispondere che era all’interno della società costretto a subire, come gli altri, le scelte del presidente che ha sempre operato, come si diceva una volta nella “passatella”, da’padrone e sotto’ forte degli appoggi esterni di Mesa e della Gea.
Iannascoli, a quanto è dato sapere, non ha mai voluto percepire il compenso dovuto alla carica ricoperta, mentre il presidente ha un appannaggio piuttosto ricco, anche se non ha mai voluto precisarlo.
Già da agosto scorso Sebastiani ha fatto resistenza ma inutilmente tanto da arrivare, come estrema alternativa, alle dimissioni.
Cosa non voleva avallare Iannascoli?
Scelte sulla campagna acquisti e sulla gestione della società negli ultimi tempi. Non gradiva le “intromissioni” della Gea né alcune operazioni di marketing che, oltretutto, avevano disturbato i tifosi che non si sentivano clienti.
Ricordiamo che Iannascoli detiene il 28% delle azioni del Pescara e rimarrà nella squadra degli azionisti. La maggioranza è sempre nelle mani di Sebastiani, che con due società (Inter Services Leasing Srl e D.M. Real Estate srl) detiene una quota che sfiora il 52%, mentre l’ad dimissionario possiede le sue azioni attraverso Cimmav Srl, Apd Pescara e Casitalia Spa.
Il terzo socio con la percentuale più alta è l’uruguaiano Victor Mesa (10%), che non è, a detta di alcuni colleghi sudamericani, proprietario del Wanderers Montevideo e ha ceduto nel giugno scorso il club spagnolo Recreativo Huelva. Poi c’è il vice presidente Gabriele Bankowski con il 4%. Infine nove azionisti si dividono la quota rimanente che è pari al 10,46%.
Iannascoli, lasciando il Cda, ha contestato il bilancio che, però, è stato approvato dagli altri soci.
Dopo due anni di attivo, il bilancio d’esercizio è stato chiuso con una perdita di circa 4 milioni e mezzo di euro, che comprende anche la quota d’ammortamento del parco giocatori di proprietà del Pescara.
Ha detto Sebastiani: «La società è in salute. Chiuderemo con un passivo di oltre 4 milioni perché è compreso anche l’ammortamento del parco giocatori», ovvero il costo dei diritti pluriennali, che rappresenta la quota parte del costo di acquisto del diritto all’utilizzo delle prestazioni dei calciatori di competenza dell’esercizio».
Dunque, Iannascoli lascia proprio perché non poteva e non se la sentiva più di fare il gioco di Sebastiani avallando, con la sua presenza, le varie operazioni da lui definite “borderline”.
Ora l’Assemblea ha nominato tre consiglieri: Sebastiani, confermato presidente; Bankowski, confermato vice presidente e Druda (in passato ds del Penne e legato alla Salernitana e poi consulente per il Pescara in Sudamerica e uomo di fiducia di Mesa), da me definito il nuovo AD, ma Bankowski mi ha precisato che è solo un consigliere, il che fa presupporre che non ci sarà la figura dell’Amministratore Delegato.
Quali gli sviluppi futuri?
Acclarato che ora la posizione di Sebastiani è più forte, non avendo “ostacoli” e potendo contare sul pieno appoggio di Mesa e Bankowski, e che non ci saranno immissioni di capitali freschi, come aveva ufficialmente chiesto Iannascoli, il Pescara dovrebbe ripianare il debito con delle cessioni di giocatori che sono già sotto l’occhio degli osservatori esterni.
Ecco chiarito, a mio modesto avviso, il perché delle dimissioni di Iannascoli che resta sempre un punto di riferimento dei tifosi che in lui si riconoscono più che in Sebastiani. Per la verità, anche se molto legato al presidente, si spera che Bankowski possa in qualche modo fare da collante tra la società e la tifoseria, dati i suoi interessanti precedenti di vero uomo di sport. (Gianni Lussoso)