IL FUTURO È GIÀ ADESSO (DI DANTE CAPALDI)
21/10/2015




L’interesse e la curiosità giornalistica mi hanno spinto a visitare a Milano l’Expo con gli AMICI dell’ASSOCLUB del Presidente Bruno Rossi di Pescara, anche per verificare quello che avevo letto sulla stampa e visto in tv.
Dopo due giornate intense e stressanti – ma il sottoscritto è riuscito a superare un solo giorno, - ho dovuto concordare con il pensiero del grande sociologo Bauman che alla sua veneranda età di 90 anni, forte anche della sua maturata saggezza, aveva scritto intelligentemente ”Uno spazio interessante e vivo che non riesco a decifrare o interpretare. Ho visto molte cose in poche ore: un concentrato di segni, parole,folle che mi giravano intorno. Mi piacerebbe tornarci prendermi il giusto tempo per giudizi meno improvvisati”.
Ora, con tutto il rispetto per il grande studioso, vanno fatte, a mio modesto avviso, alcune considerazioni sullo scenario che abbiamo visionato, ma anche delle paure superate per evitare tragiche conseguenze.
Quando sabato sera 17 Ottobre, intorno alle 20, si stava accendendo l’Albero della vita, una folla oceanica si è riversata in quella zona attrattiva (solo nella giornata di sabato sono entrate all’Expo qualcosa come 260 mila persone!):
Il Problema della sicurezza è apparso in tutte le sue sfaccettature.
In luogo di defluire lateralmente come qualcuno raccomandava, la gente si accalcava al centro: panico paura e il ricordo di Heysel sono tornati alla mente.
Fortunatamente il pericolo è stato scongiurato grazie all’intervento di alcune persone che, con molto buon senso, non solo hanno tranquillizzato le persone spaventate, ma sono riuscite a creare dei corridoi dove inserirsi per raggiungere le” navette” che avrebbero portato i visitatori verso il raggiungimento dei rispettivi pullman.
Al di là di questi timori che pure hanno lasciato un segno interiore, resta, dopo lo stress, il successo di una manifestazione che, come ha giustamente scritto Aldo Grasso: “IL FUTURO E’ ADESSO” La scommessa è vinta, al di là delle congetture sul “dopo”.
Ed è questo che conta.
144 Padiglioni meravigliosi, con in testa quello dell’Italia, alcuni irraggiungibili (come quello del Giappone.) I 200 tesori italiani allestiti da Sgarbi e tante altre bellezze messe in campo.
Storia, cultura, enogastronomia, e tante emozioni.
Ma, soprattutto, la considerazione per la bravura e determinazione del lavoro italiano e della creatività di chi ha strutturato questo Progetto.
Del resto i 20 milioni di biglietti venduti attestano che Expo è stato un vero business.
Ora in quel posto, dopo il 31 ottobre, quando calerà il sipario su questo evento Universale, si parla di utilizzarlo come un Campus universitario o una Cittadella dello sport con tutti gli impianti che sarebbero molto utili se nel 2024 l’Italia avrà l’Organizzazione delle Olimpiadi.
Insomma: il futuro è stato già scritto.
Bisogna solo saperlo leggere.
Arrivederci a Dubai tra cinque anni.