MAI SILENZIO FU COSÌ ASSORDANTE
20/10/2015

Una delle verità che mi sconvolgono riguarda il silenzio del presidente del Delfino Pescara1936: tacere, spesso, è un dono; qualche volta, come nel caso del ragioniere, è una forma di arroganza e di mancanza di rispetto per l'opinione pubblica.
Gli è stato chiesto più volte di precisare a quanto ammonta il suo ''stipendio'' per presiedere la società calcistica: silenzio assoluto. Mi pare di sapere che si è auto stipendiato per circa mille euro al giorno (feste comprese) ma non c'è conferma.
Gli sono state chieste precisazioni sui rapporti con i soci, in particolare con Mesa, chiacchierato operatore sudamericano, anche qui silenzio. Stessa cosa per quanto riguarda il rapporto con la Gea dei signori Moggi. Inutile chiedere dei tanti movimenti in entrata e uscita del Pescara, la risposta, indiretta, dei suoi lecchini, è sempre stata: ''Ma ai tifosi interessa sapere solo se il Pescara vince o perde... non sono mica dei commercialisti?''.
Ora si attende il 30 di ottobre per l'approvazione del bilancio e abbiamo chiesto quali sono i rapporti all'interno della società considerando che ci sono fratture visibili anche dall'esterno... Silenzio assoluto.
Il dovere della stampa sportiva non è solo quello di dare i commenti sulle partite ma anche chiarire le situazioni di gestione che, del resto, sono alla base del successo o meno di una società, ma questo non interessa la gran parte della stampa locale che, vuoi per un motivo (rapporti strettissimi tra editori e presidenza), vuoi per l'altro (compagni di merende e di sudate al calcetto), rimane distante dai veri problemi e, se necessario, fa in modo che chi vuol sapere venga ghettizzato. Alla faccia della trasparenza e della necessità della conoscenza. Chi meno sa meglio vive, questo è il loro motto. E chi riceve una pacca presidenziale sulla spalla, vive molto meglio di chi fa soltanto il suo lavoro senza servilismi.
Questo passa il convento e questo ci teniamo... Fino a quando? Intanto il marciume nel calcio impera sovrano e molti presidenti hanno il fuoco sotto le chiappe. Però resistono come se fossero di amianto. Ma fino a quando? Molti presidenti, si sa, utilizzano fondi calcistici per altre situazioni personali, le magistrature stanno lavorando... Per fortuna il campo dà risposte positive e fanno da lecito contraltare alle mancate risposte. (Gianni Lussoso)