LA GIOVENTÙ NON È UN HANDICAP
28/09/2015

Per giustificare alcuni errori della squadra si parla della età media bassa della rosa come se la gioventù fosse un handicap e si aspetta che le “esperienze” di Cocco, di Camapagnaro e di Bruno diventino il toccasana della situazione.
Sarebbe bene ricordare che il segreto del gioco del calcio sta nell’arrivare prima sul pallone e gestirlo in anticipo rispetto all’avversario, il che significa che un giocatore esperto, se non è assistito da una forma fisica “giovanile”, non potrà mai avere il sopravvento sul più giovane avversario che, anche se meno esperto, potrà giocare il pallone senza dare al suo avversario più maturo la possibilità di esprimere la sua valenza.
Il che significa, per precisare, che un giocatore esperto è un plus valore se è assistito da una buona forma. Ora, Campagnaro, Bruno e Cocco sono nella migliore forma?
In altri paesi a venti anni si gioca nella Champions, da noi sono troppo giovani e li teniamo sotto “tutela” salvo poi ritrovarceli con qualche anno in più e molta esperienza pratica in meno.
Pertanto, a mio sommesso parere, gli errori del Pescara non sono addebitabili alla giovane età dei calciatori, ma alle scelte fatte durante il mercato che hanno dato la preferenza a giovani talentosi da far maturare per conto terzi, in vista di un guadagno precisato, e che ci hanno portato ad avere un centrocampo tecnicamente valido ma non forte fisicamente, tolto Memushaj che ha grinta da vendere.
Credo, invece, che se si vuole vedere crescere il Pescara bisognerà trovare un modulo idoneo perché sono i moduli che si dovrebbero adattare alla squadra e non il contrario.
Come già scritto, il modulo del Pescara penalizza Cocco, non ci fa proporre aperture degne di nota sulle fasce, ci mette in condizione di gestire la palla anche più dell’avversario di turno ma senza avere la necessaria efficacia realizzativa.
Quindi sarebbe opportuno che lo staff tecnico del Pescara studiasse altre disposizioni tattiche in campo per far rendere di più e meglio i giocatori che abbiamo.
Comunque i presupposti per netti miglioramenti ci sono ed è solo una questione di tempo e di equilibri tattici.