DALLA DEPRESSIONE ALLA ESALTAZIONE.
12/09/2015

Sconfitta a Livorno e tifosi in depressione, vittoria con il Perugia e tifosi presi dalla esaltazione. Basta poco per cambiare l’umore dei tifosi. Da uno stato in cui non si ha interesse per le cose, nessun entusiasmo, grande malinconia, bruttissime sensazioni, pioggia di critiche per tutti, si passa a uno stato di esaltazione con grandi lodi per tutti magnificando anche qualità che non sono state espresse nel migliore dei modi.
Tutto da gettare dopo Livorno, tutto da incorniciare dopo Perugia. Questi sono i tifosi e mi sta bene, non accetto lo stesso atteggiamento da parte di coloro che, invece, dovrebbero essere capaci di esaminare le due partite e spiegare il perché di certe situazioni.
A Livorno un rigore e un’espulsione subìti dopo pochi minuti hanno condizionato il risultato reso ancor più negativo da “erroracci” della difesa e da un centrocampo incapace di costruire gioco e di operare da filtro, facendo notare ancora di più il peso di alcune assenze importanti anche in avanti.
Con il Perugia sono rientrati alcuni elementi che si sono rivelati importanti, soprattutto Memushaj e Verre a centrocampo, Lapadula e Cocco in avanti.
Eppure il Pescara dei primi 25 minuti era stato piuttosto in difficoltà di manovra e sembrava troppo “legato”. Si è sciolto dopo il palo di Lapadula, quando, cioè, si è convinto che la gara poteva essere giocata e vinta con un piglio diverso.
Da quel momento il Pescara ha cominciato a creare gioco, si è procurato il rigore e il vantaggio e tutto è sembrato andare per il meglio.
Da non sottovalutare il gol subito che fa capire, se ce ne fosse ancora bisogno, che i centrali non danno ampie garanzie di sicurezza e che un Campagnaro è necessario come il pane per un affamato.
Inoltre si è capito come troppi giocatori siano ancora “imballati” e non abbiano i novanta minuti nelle gambe. Preparazione atletica ad hoc per ovviare a questo inconveniente.
Al termine della partita applausi per tutti da una tifoseria che aveva necessità di scrollarsi di dosso le paure del dopo Livorno. Applausi anche per Caprari che, messo nella comoda posizione di far gol, si è tolto i suoi personali sassolini dalla scarpa “zittendo” i tifosi. E’ ancora immaturo e non ha capito che, così facendo, si aliena ancora più le simpatie dei tifosi e, nonostante le dichiarazioni di Oddo, se Lapadula continua a giocare come ha fatto contro il Perugia, per lui di spazio ce ne sarà sempre meno e gli toccherà fare molta panchina e molte entrate in corso di gara.
Altra osservazione è che a centrocampo siamo bene sistemati, così come in avanti. Ora bisogna aggiustare la difesa: se Campagnaro, nonostante i trentasei anni, potrà garantire gioco e presenze, OK, altrimenti bisognerà trovare un centrale affidabile, in casa o all’esterno.
Ultima chiosa: Sulla scia di questa vittoria, sarebbe bene che la società cominciasse un’opera di riavvicinamento concreto con la tifoseria ed evitare tutte queste parcellizzazioni che hanno, di fatto, smembrato il valore della Curva. (Gianni Lussoso)