TUTTI CONVINTI…
04/09/2015

Tutti convinti di avere in mano uno squadrone, una fuoriserie, giocatori esperti e di garanzia, rosa di livello, insomma, considerando che lo stesso Oddo dice di essere pienamente soddisfatto e di aver avuto ciò che aveva chiesto, possiamo stare tranquilli.
Nessuno si pone, però, il problema della gestione di una rosa così ampia, soprattutto in considerazione della giovane età, e quindi della relativa esperienza di Oddo, nessuno aspetta di vedere sul campo il rendimento di alcuni giocatori definiti puntelli importanti, se non proprio colonne della formazione, ma che devono ancora dimostrare di essere, sia fisicamente sia psichicamente, in condizioni tali da garantire le entusiastiche espressioni di ottimismo espresse dai dirigenti, che sono interessati a far valere il loro operato e da alcuni giornalisti, specie quelli più vicini al presidente, che debbono scodinzolare a comando.
Stranamente, e questa cosa capita abbastanza spesso, i più realisti e i più consapevoli che ci sono delle asperità da sormontare, sono i tifosi che, nel loro blog e nei loro interventi, confermano una maturità di pensiero che spesso manca agli addetti ai lavori. O forse, la maturità di pensiero ci sarebbe ma non quella della consapevolezza che un giornalista deve raccontare i fatti, secondo la propria personale esperienza e bravura, e non mettersi al servizio del padrone di turno.
In questi giorni si è parlato molto dei movimenti di mercato, delle uscite pesanti, finanziariamente parlando, si è parlato di una gestione che costerebbe diversi milioni di euro, ma nessuno ha precisato quante sono state davvero le entrate, quante saranno le spese di gestione e come saranno suddivise…
Ma il padroncino scatterà subito dicendo, probabilmente, conoscendo il tipo delle sue esternazioni “Ma siete tutti commercialisti? Che ve ne frega dei movimenti di mercato? Vi ho dato una squadra competitiva, godetevela, pagate l’abbonamento o il biglietto e fate i clienti e non i supervisori contabili…”
Anche questa potrebbe essere una verità, opinabile, ma pur sempre una verità: il presidente fa delle operazioni, presenta una squadra, basta e avanza per il tifoso che deve solo sostenere la squadra. Punto. Ma ora i tifosi sono cresciuti, vogliono sapere, essere documentati, desidererebbero anche entrare in società con una piccola percentuale per essere nel vivo della realtà calcistica, ma è solo un’utopia. Il presidente fa i suoi affari, le sue operazioni e basta. Salvo poi, in caso di necessità, far ricorso ai tifosi.
Poi in questi giorni c’è stata una “ricomparsa” molto importante, quella di Antonio Oliveri, già vice presidente del Pescara e, a suo tempo, si credeva fosse il naturale erede di don Pietro Scibilia. Ma anche lui fu preso nel vortice delle offese di alcuni tifosi e si ritirò stanco e amareggiato nonostante la giovane età.
Ora i tifosi sognano di riaverlo in società, come presidente, se possibile, e si augurano che decida di tornare perché, contrariamente all’attuale presidente, ha l’aplomb necessario per ben figurare e per piacere alla tifoseria. Ma è prematuro parlarne…
Intanto, all’interno del CdA, ci sono ancora degl’interrogativi che attendono risposte chiare. Non tutti i soci sono convinti della bontà delle operazioni presidenziali e non tutti i soci accettano di fare la figura del “Yesman” o per dirla nella nostra volgata, di fare la figura del “signorsì da zerbino”.