COSA VORREBBERO I TIFOSI BIANCAZZURRI…
24/08/2015

Personalmente trovo molto utile, sul piano professionale, parlare con i tifosi perché molti di essi, lasciando al bar le dichiarazioni folcloristiche sportive, riescono a ragionare tecnicamente con validità di concetti e di espressioni tanto da farti pensare che alcuni “colleghi” avrebbero molto da imparare se li ascoltassero.
E molto, per la verità, potrebbero imparare anche i nostri dirigenti che, invece di isolarsi nella loro “torre d’avorio” potrebbero capire la validità di un confronto serio e costruttivo.
E’ per questo che, da anni, dico che all’interno della società ci dovrebbe essere un rappresentante scelto dalla tifoseria e che dovrebbe poter rappresentare, anche economicamente un uno per cento del capitale sociale.
Bene, passando alle mie esperienze dialettiche con i tifosi, scrivo ciò che mi pare di aver capito siano le loro aspirazioni:
Per prima cosa, il completamento della rosa titolare con due acquisti centrati atti a dare maggiore tasso tecnico al centrocampo e vera capacità realizzativa in attacco. Poi, gradirebbero che la società avesse un maggiore rispetto dei tifosi, specie di quelli abbonati e che da anni sopportano sacrifici non indifferenti per sostenere la squadra e che, in tempi, non lontanissimi, furono capaci di allontanare dei personaggi che volevano speculare sulle disgrazie biancazzurre e dettero la spinta per la svolta che ci portò ad avere dei dirigenti di grosso spessore e, di conseguenza positiva, una promozione in Serie A.
I tifosi, che non sono dei “commercialisti” come accusa Sebastiani, ma dei veri innamorati della Pescara calcio, ben sanno che Sebastiani è, al momento, il socio con maggiore forza con il suo pacchetto e che solo Danilo Iannascoli si avvicina un po’, ma a diverse lunghezze, e che a seguire ci sono il vice presidente Gabriele Bankowski, con quasi il 4% e, infine, ben nove azionisti che si dividono la quota rimanente che è pari al 10,46% e sono Renato Fezia, Giacinto D’Onofrio, Manolo Santilli, Giacomo Vetta, Pio Gizzi, Nico Di Tieri, Amerigo Pellegrini, Gabriele Ciarcelluti e Francesco Pirocchi.
Orbene, date le esperienze passate negative nei rapporti tra Sebastiani e la tifoseria, questa gradirebbe che ci fosse, non un colpo di spugna, perché il passato anche se brutto non si deve cancellare ma deve servire da stimolo per i miglioramenti necessari, una maggiore apertura, senza conflittualità, e una maggiore trasparenza considerando che, alla fin fine, sono tutti innamorati dello stesso soggetto: il Delfino 1936 e vorrebbero capire come si fa a passare, da un giorno all’altro, da una società con i conti a posto, ad una che, invece, deve utilizzare le entrate registrate per le cospicue vendite, per sistemare i debiti… Ci sta bene tutto, dicono i tifosi, ma che si sappiano i movimenti con precisione.
Se invece Sebastiani pensa che i bilanci non siano di nostra competenza, ci sta bene lo stesso, ma non ci chiami a sostegno quando gli fa comodo.
Altro aspetto da annullare è il clima di divisione che ha realizzato creando figli e figliastri nella Curva nota per essere, tempo addietro, una roccia su cui far poggiare il destino biancazzurro.
Inoltre gradirebbero ascoltare in TV anche gli altri Soci e non solo Sebastiani che, contornatosi di un paio di fedelissimi cronisti, pare parli dal balcone di viale Bovio, si fa per dire, non accettando alcuna forma di dissenso. Chi si è permesso di farlo è stato tacciato di essere un “cliente”, uno “scemo”, un “commercialista” e via di questo passo con una tracotanza che vorrebbero, i tifosi, non fosse più espressa.
A dire il vero tra i tifosi, ancorché scottati dagli atteggiamenti del presidente, c’è tanta voglia di ricucire il tessuto utile a creare un bell’abito della sportività biancazzurra e i tifosi si augurano che il presidente si ravveda in tempo utile.