I PRESIDENTI DOVREBBERO RICORDARE...
18/08/2015

Oggi, nel calcio, i presidenti parlano molto di programmazione e di management. Il management altro non è se non quell'''entità'' che crea e sostiene un'organizzazione.
Senza un buon management qualsiasi azienda si trova in grande difficoltà.
I presidenti dovrebbero ricordare in ogni momento, se vogliono davvero essere dei veri leader per organizzazioni di successo, che senza un piano non si arriva da nessuna parte. Una delle grandi responsabilità del management è proprio quella di pianificare, progettare e imparare a gestire al meglio le situazioni.
Altro punto vitale è la capacità di comunicare bene e, soprattutto di saper ascoltare. Quanti sono i presidenti che non sanno davvero ascoltare?
Altro punto vitale è il saper delegare. Se il manager non impara a delegare, è molto probabile che fallirà nella sua missione.
Vediamo da vicino la presidenza di Sebastiani: si è proposto ogni anno dicendo di avere un programma che poi alla fine ha sempre disatteso. La comunicazione è tra le sue lacune più evidenti. Non sa ascoltare perché nelle orecchie ha sempre e solo la sua voce. Non sa delegare considerando che Iannascoli, Bankowski e altri soci di più piccola portata azionaria fanno fatica a farsi ascoltare dovendo anche alzare, a volte, la voce per far sì che abbiano qualche riscontro. E a volte anche i suoi direttori sportivi sono bypassati dalla sua effervescente esuberanza presidenziale.
E allora?
Allora ci ritroviamo a metà agosto con dei programmi obsoleti e mai realizzati, con una squadra incompleta, almeno per traguardi consistenti e con una rosa molto ampia in cui gli esuberi fanno appesantire il bilancio, con un CdA che rumoreggia e fa sentire il suo dissenso ma non è ascoltato da chi preferisce stare chiuso nella sua personale torre d’avorio forte del consenso di alcuni cronisti che, dati i rapporti editore presidente, sono costretti a far finta di non capire e di non vedere altro diverso da ciò che propone il presidente nelle sue esternazioni che non convincono più nessuno.
I tifosi chiedono chiarezza e partecipazione. L’ultimo caso, il Pisa, nel CdA ha una rappresentanza dei tifosi che hanno l’uno per cento del pacchetto azionario.