MOLTI TIFOSI SONO CONTENTI PER IL CATANIA…
23/06/2015

A Pescara sono molti i tifosi che sono contenti per la situazione del Catania e ne hanno ben donde visto ciò che con il Catania ci capitò, ma è una contentezza amara giacché nella vicenda ci sono personaggi vicini a noi per motivi diversi: c’è un opinionista molto conosciuto e che è procuratore di atleti che sono anche in Abruzzo, c’è un ex socio della Pescara Calcio… ma soprattutto, per non essere contenti, c’è la consapevolezza che quello di Catania è solo uno dei tantissimi scandali che non sono ancora scoppiati.
Questa è l’amara realtà: ci sono situazioni che fanno tremare i polsi e che non sono ancora oggetto di arresti perché, al momento, o sono ancora in corso le indagini o perché, per fortuna, ancora capita il caso della “rivelazione” che scatena, poi, tutto un susseguirsi di atti polizieschi.
Il fatto è che solo i tifosi più ingenui credono che le partite si giochino solo sui campi di calcio mentre troppo spesso si giocano sulle scrivanie di dirigenti che hanno trovato un modo facile per arricchirsi ancora di più.
Il 10 settembre del 2014 scrivevo: “…I motivi per cui il mercato mondiale del pianeta calcio è vulnerabilissimo alle attività di riciclaggio di denaro sporco sono diversi, ne ricordo i più importanti: Il mercato è facile da penetrare. Non ci sono importanti barriere d’entrata nel mondo calcistico e gli incontri tra mondo legale e mondo illecito divengono facile occasione per collusioni.
Poi la mancanza di controllo per le acquisizioni dei club, vista la loro specificità sociale li fa diventare facili da conquistare.
I costi dei club sono in verticale ascesa e, per mantenerli, i padroni dei club spesso sono costretti ad accettare cash flow che arrivano da ambienti o da fonti dubbie. Insomma, quando un investitore si presenta alla porta di un club che ha bisogno di soldi, nessun fa tante domande sulla provenienza degli stessi… Oltretutto le aliquote di tassazione, per giri di soldi così alti, sono molto elevate e spingono i padroni dei club a manovre di aggiramento ed elusione fiscale. Il cosiddetto “doping amministrativo”.
Normalmente si dà una parvenza di bontà all’uomo d’affari che compra un club con mezzi o provenendo da mondi non proprio puliti. Questo è uno stimolo comprovato nel mondo criminale: il patron di un club diventa uno “zucchero” per i suoi tifosi. E ci si dimentica da dove proviene, cosa ha fatto… o cosa fa.
E non dimentichiamo che da sempre le mafie hanno controllato sul territorio le squadre di calcio. E oggi più che mai gestiscono il calcio scommesse, condizionano le partite, usano lo sport per cementare legami della politica, riciclano soldi.
Possedere una squadra di calcio rappresenta in tante realtà un fiore all'occhiello, una testimonianza di prestigio e soprattutto strumento di controllo del territorio.
I pericoli di convergenze mafiose e di riciclaggio nel calcio che conta possono essere molto evidenti anche solo dal punto di vista intuitivo”.
Fui tacciato da qualche collega, meglio dire da qualcuno che fa il mio stesso lavoro, di essere il solito criticone in cerca di successo giornalistico…
La verità, invece, è sotto gli occhi di tutti quelli che non sono dei leccapiedi o dei treppiedi umani e che hanno come impegno quello di servire i lettori e non io padroni di turno.
La realtà amara è che anche certi giornalisti favoriscono il successo di dirigenti troppo vogliosi di arricchirsi sfruttando la passione dei tifosi.
Pertanto concludo che chi ama davvero il calcio non dovrebbe essere contento per ciò che è accaduto, ma temere ciò che potrebbe ancora accadere a breve…