SCRIVO PER CERCARE DI CHIARIRE A ME STESSO…
17/05/2015

Scrivo per cercare di chiarire a me stesso…e anche a chi vuol leggere queste mie riflessioni il momento biancazzurro.
Alcuni tifosi dicono che i dirigenti della Pescara calcio non vogliono la serie A. Grosso errore di valutazione perché il presidente avrebbe tutto da guadagnare da una eventuale promozione: premio promozione, abbastanza rilevante. Nessun obbligo di fare una squadra competitiva e costosa perché avendo in mente solo gli affari, aiutati dalla Gea, da Mesa e da alcuni procuratori amici, riuscirebbe comunque a fare una squadra con tanti prestiti e pochi soldi e poi, dopo la rituale retrocessione, altri soldi sotto forma di “paracadute”. Quindi, c’è tutto l’interesse per la promozione.
Alcuni tifosi dicono che Baroni doveva essere licenziato prima e non a una sola partita dal termine e con la possibilità comunque, di fare i play off.
Il mio pensiero è che, furbescamente, Sebastiani pensa di aver dato una prova di forza e di aver scaricato su Baroni tutte le colpe di un campionato lasciato andare malamente nonostante questo sia stato uno dei tornei di Serie B di più scarso valore complessivo. Non vincere uno dei due primi posti di questo torneo è stata una vera jattura.
Sebastiani pensa che i tifosi abbiano la memoria corta e abbiano dimenticato tutte le volte che si è fatto garante di Baroni e tutte le volte che ha imposto scelte risultate inadeguate e l’accettazione in seno al Delfino di personaggi quantomeno “scomodi”.
Alcuni tifosi dicono che il programma della Pescara calcio era di una permanenza in B e che quindi è stato realizzato e che, anzi, c’è la possibilità ancora aperta di andare in A.
Il fatto è che tre anni or sono Sebastiani aveva decantato il suo programma della massima divisione in tre anni e aveva presentato dei progetti molto ambiziosi che sono ancora sul suo tavolo come idee e, per ora, non si sa altro, e ha invece inanellato tre campionati di scarso valore bruciando ben sette allenatori.
Qualche tifoso dice che è indelicato attaccare il presidente perché non è sua la colpa se i giocatori hanno battuto troppo spesso la “fiacca”.
Mi pare di poter fare questa riflessione: a Sebastiani si devono addebitare alcune cose e cioè l’aver voluto e sostenuto Baroni anche quando non era il caso; aver fatto il padrone assolutista senza utilizzare le eventuali capacità dei soci che sono stati ampiamente sottomessi alle sue volontà salvo chiamarli in causa quando voleva dividere il peso degli errori da lui fatti; aver distrutto una realtà decennale di una forza della tifoseria che, con la sua politica del fare figli e figliastri, ha avuto sì il merito di non essere attaccato dai tifosi, ma il demerito di aver annullato la loro presenza attiva. Stesso metro di comportamento con la stampa locale, per non parlare poi dell’iniquo modo di trattare i tifosi che stanno, settimanalmente, riducendosi di numero.
Altro errore di Sebastiani quello di non aver pensato di comporre concretamente un ufficio stampa che si propone, invece, in maniera inadeguata e senza vero valore professionale.
Inoltre, con il suo fare mercantile, ci ritroviamo con una rosa di prestiti e senza una base di giocatori di proprietà da cui poter ripartire.
Il ragionier Sebastiani parla sempre di bilanci corretti come se fosse normale, invece, aver bilanci scorretti… Ma non ci dice come e quanti euro sono entrati realmente in società e come sono stati spesi, né ha reso chiari i movimenti con la Gea e con Raiola; né ha mai chiarito gli aspetti contrattuali di alcuni giocatori, né ha mai voluto precisare a quanto ammonta il suo mensile, come presidente del Delfino.
A queste opportune richieste ha sempre risposto che ora i tifosi vogliono fare i commercialisti… I tifosi… perché gli aggreppiati della stampa queste domande non gliele fanno.
Eppure, con tutte queste negatività presidenziali, il Pescara si ritrova, proprio per lo scarso valore di questo torneo, nella possibilità di fare ancora i play off e sperare che, con un “ravvedimento” generale, si possa raggiungere la serie A.