PANDA BATTE SUV…
28/04/2015

Il fallito tentativo del gruppo di Daniele Sebastiani di avere la presidenza della BCC ha dei risvolti particolari. Me ne parla Mario, un noto sportivo e tifoso biancazzurro, socio della BCC che si è adoprato insieme ai tanti piccoli soci della BCC, di salvare la loro banca dal massiccio intervento dei grossi big della finanza e della imprenditoria pescarese.
Ma chi è la BCC?
La Banca di Credito Cooperativo Abruzzese - Cappelle sul Tavo nasce con il nome di Cassa Rurale ed Artigiana di Cappelle sul Tavo il 09 ottobre 1957 ad opera di un gruppo di soci fondatori, guidato da Ludovico Di Michele, profondamente convinto del valore della cooperazione e della fiducia solidaristica per lo sviluppo economico, sociale e culturale della comunità in cui vivevano.
La loro intuizione iniziale, il tenace lavoro portato avanti nel corso degli anni da amministratori e dipendenti e la fiducia della clientela hanno fatto sì che un piccolo sportello di paese diventasse, in oltre 40 anni, un importante motore dello sviluppo economico nelle provincie di Pescara (in primo luogo) e di Chieti.
Le tappe di questa crescita sono state:
• 02 gennaio 1958 apertura dello sportello di Cappelle sul Tavo
• 23 gennaio 1985 apertura della filiale di Montesilvano
• 01 agosto 1991 apertura della filiale di Pescara Colli
Il 31 dicembre 1998, a conclusione di un complesso iter, è divenuta operativa la fusione per incorporazione della Banca di Credito Cooperativo di Cepagatti nella Banca di Credito Cooperativo di Cappelle sul Tavo (nome assunto dalla Cassa Rurale a seguito dell’entrata in vigore della Legge Bancaria del 1993).
In concomitanza con la fusione la Banca di Credito Cooperativo di Cappelle sul Tavo ha modificato la propria ragione sociale in Banca di Credito Cooperativo Abruzzese – Cappelle sul Tavo.
In coerenza con gli impegni derivanti da una ragione sociale così importante, il 2 maggio 2000 è stato concluso il processo aggregativo con la Banca Adriatica di Credito Cooperativo di Pescara.
Insomma, nel panorama creditizio abruzzese, dopo le crisi della Caripe e della Tercas, la BCC rappresenta una luce chiara e insostituibile che opera con una filosofia particolare che ha come punto di riferimento la “felicità” dei suoi Clienti.
Quindi, dice Mario, conoscendo la filosofia gestionale di Sebastiani, avendone avuto chiare espressioni dal modo di gestire la Pescara Calcio, non potevamo permettere che la BCC cambiasse filosofia e avesse entrature sudamericane…
Per gli ingenui tifosi biancazzurri, Mesa era venuto a Pescara per visionare alcuni suoi gioiellini, invece il suo principale interesse era festeggiare con i suoi amici la conquista della BCC.
Il giorno della votazione, ricorda Mario, c’erano tanti SUV e macchine notevoli di personaggi che già avevano il sorriso a trentadue denti, certi della vittoria finale. Noi siamo arrivati in Panda e siamo tornati a casa da vincitori, mentre i “suonatori” sono tornati a casa “suonati”.
Molti di noi soci della BCC abbiamo nel cuore la Pescara calcio e, quotidianamente, abbiamo esperienza della filosofia gestionale di Sebastiani, non possiamo nulla per frenarlo nella società calcistica, ma potevamo farlo nella BCC e lo abbiamo fatto dimostrando una compattezza ed una forza che Sebastiani non aveva preventivato.