DANILO E DANIELE, PENSATE AI TIFOSI.
03/04/2015

I tifosi delle tribune hanno fischiato e quelli della Nord hanno applaudito. Daniele Sebastiani dice che i veri tifosi sono quelli che lo applaudono mentre gli altri sono “Quattro scemi” che non sanno quello che vogliono, o, nell’accezione migliore delle sue esternazioni, “sono dei clienti che devono pagare il biglietto per lo spettacolo che la società offre e non devono interferire sulle scelte e sui programmi societari.”
Vorrei ricordare al ragionier Sebastiani che i tifosi, nella stragrande maggioranza, sono ragionevoli e responsabili: essi, non solo devono essere coinvolti nei processi decisionali delle rispettive società sportive, poiché sono i principali “investitori culturali” nel lungo periodo; essi devono, altresì, essere coinvolti per contribuire a fornire alla società sportiva il proprio punto di vista con l’obiettivo di aiutarla ad effettuare le migliori scelte.
Il ragionier Sebastiani dovrebbe tenere bene a mente che il “benessere” della società sportiva dipende in larga misura da quattro fattori:
1) successo o piazzamento in campionato (numero di partite vinte);
2) affluenza del pubblico allo stadio;
3) stato di salute della lega a cui la società è affiliata;
4) ammontare dei ricavi.
Assumendo che i ricavi, al netto delle imposte, coprano le spese di gestione, tanto maggiore è il peso degli altri fattori, tanto migliore sarà la posizione della società.
Il conseguimento di un profitto diventa quindi non il fine ultimo, ma solo il mezzo mediante il quale una società di calcio può acquistare notorietà; si dovrebbe anzi dire che l'obiettivo principale è massimizzare il successo sportivo, mantenendo nel lungo periodo una posizione di pareggio di bilancio. Ciò che importa, in primo luogo, è vincere il campionato e i profitti sono solo il tramite per costruire una squadra in grado di raggiungere simili traguardi.
Quando il ragionier Sebastiani dice che lui fa sacrifici per la squadra e vuol far passare la sua attività come un “dono” che fa ai tifosi pensa che essi non sappiano che, in realtà, lui e i suoi soci, traggono dalla preminenza all'interno della società vantaggi di altra natura: prestigio, notorietà, possibilità di nuovi affari per le loro attività extra calcistiche.
Quindi è inutile che cerchi sempre di prendere per i fondelli la tifoseria e lasci da parte i suoi atteggiamenti arroganti e si decida di pensare ai Tifosi in altri modi e con altri atteggiamenti. E, visto che in tre anni ha dimostrato di essere abilissimo nel gestire i “numeri” ma inidoneo alla “comunicazione”, lasci ad altri più efficienti il compito di tenere i rapporti con la tifoseria.
Moltissime società calcistiche, dalle principali alle più piccole, hanno iniziato ad utilizzare ormai da parecchio tempo i nuovi strumenti di comunicazione, elaborando delle strategie ben strutturate al fine di cercare di sfruttare al meglio le potenzialità che la rete internet ha messo loro a disposizione.
Oggi, per società e giocatori, l'animazione di un social media è diventata una condizione fondamentale nella costruzione di un rapporto di fiducia importantissimo con una grande massa di tifosi. Le società devono dunque articolare delle accurate strategie di marketing per fidelizzare la propria “clientela”, facendo passare un messaggio trasparente e credibile ed affermando così con sempre maggior autorevolezza la propria immagine.
E, considerando che il ragioniere Sebastiani ha “floppato” pesantemente, sarebbe opportuno che delegasse ad altri il compito di ritessere di nuovo un rapporto serio, corretto, educato con la tifoseria.
L’elemento migliore all’interno del CDA, mi parrebbe Danilo Iannascoli per i suoi trascorsi e per la sua capacità di dialogare con la tifoseria di cui parla lo stesso linguaggio.