UN PATRIMONIO DA NON DILAPIDARE: I TIFOSI.
26/03/2015

Tutti gli analisti di mercato dicono che il patrimonio tifosi è molto importante per una società di calcio. Non basta fidarsi solo degli introiti delle TV e degli sponsor, il pubblico fidelizzato è un patrimonio troppo importante per lasciarlo senza una cura particolare.
In altri momenti ho sempre ripetuto la necessità per il Pescara, o Delfino che dir si voglia, di curare un’ Operazione dell’Amicizia, e questo mio pensiero ha maggiore valenza oggi che siamo ad una svolta cruciale del campionato che potrebbe aprire orizzonti impensabili nella prima fase del campionato quando la squadra appariva senza equilibri e in balia degli “episodi” di cui tanto si favoleggia.
Dissi, e ripeto, che il ragionier Sebastiani, con la sua protervia, ha bruciato tante possibilità di “amore” da parte dei tifosi e, anche se a suo dire, è un presidente amato (forse dagli amici degli amici che gli fanno una interessata grancassa), la verità è che la stragrande maggioranza dei tifosi è stanca dei suoi atteggiamenti intrisi di iattanza e che gradirebbe ci fosse una nuova ventata di “educazione e di rispetto” da parte della società.
Certo è che non potrà essere lui stesso a riciclarsi in una veste che non gli è consona e sarebbe opportuno che altri personaggi del CDA (Iannascoli, Bankowski, o altri ancora che al momento non mi vengono in mente) cominciassero a ritessere le fila di un rapporto che è vitale per il futuro dei colori biancazzurri.
Nessuno mette in dubbio le capacità organizzative e imprenditoriali del ragionier Sebastiani, ma le aride cifre, ancorché importanti, nulla hanno a che spartire con il feeling che è necessario avere con i tifosi che pretendono rispetto e rapporti improntati sulla passione sportiva e nessuno, al momento, credo abbia le credenziali giuste più di Danilo Iannascoli, uomo cresciuto a “pane e pallone” in una famiglia che dagli anni Cinquanta molto ha dato per il calcio pescarese a livello giovanile.
Non si perda altro tempo. Si dia il via a quest’Operazione Amicizia cominciando già dall’ufficio dell’Addetto Stampa che pare abbia assimilato in pieno l’arroganza di chi comanda.