SI ARRIVA A CREDERE PERSINO ALLE PROPRIE BUGIE.
16/02/2015

E’ dal 1964 che frequento, per il mio lavoro, presidenti di società di calcio. Li ho seguiti in Italia e all’estero, in Inghilterra soprattutto. La prima cosa che mi colpì, a suo tempo, fu che i presidenti all’estero, fanno i presidenti, mentre i tecnici fanno i tecnici, lapalissiano, vero? Eppure in Italia non si capisce questa realtà e i presidenti, appena conquistata la poltrona, si sentono automaticamente insigniti di una laurea in scienze calcistiche (ufficialmente non esiste) e autorizzati a bypassare i tecnici preparati e pagati per quel servizio e discettano di tecniche, di tattiche di moduli e cominciano, soprattutto, a fare gli ultras.
Il nostro ragioniere non poteva certo non cadere nello stesso errore dei suoi colleghi e, per il fatto, di essere il presidente della Pescara calcio, ha inciso profondamente nelle scelte dei giocatori da acquistare, da prendere con le varie etichette, relative ai prestiti, che non sono solo tali, ma dinamiche sempre più articolate e diverse, in cui l’uomo comune si perde con facilità, ma il maneggione si arricchisce altrettanto facilmente.
E quindi, dimenticando che non abbiamo più giocatori importanti che lui ha scaricato per puri fini commerciali, fregandosene altamente dei valori sportivi; che ci mancano quei due giocatori che non è riuscito ad acquistare e che sarebbero stati vitali, dopo aver esaminato il girone di andata; dimenticando che ha operato un carosello di movimenti inutili tecnicamente solo per soddisfare la sua ingordigia, senza tener conto dei bisogni e delle necessità della squadra, ora dice che bisogna cambiare modulo, che bisogna fare un bagno di umiltà…
Dio mio, se me lo avessero raccontato, non ci avrei creduto.
Insomma, ha fatto e disfatto a suo piacimento, ha distrutto, o quasi, il valore della tifoseria di casa; ha umiliato i suoi soci tenendoli sempre fuori dalle scelte importanti, salvo poi tentare di dividere con gli stessi gli oneri pratici e morali della sua gestione; ha tenuto in disparte i tecnici preposti ai movimenti dei giocatori e li ha investiti di “partecipazione” solo a cose fatte e ora “Serve un bagno di umiltà”. Certo, un bagno di cui ha bisogno chi, finora è stato arrogante, presuntuoso, protervio…
Ha messo la Pescara Calcio nelle mani di chi mai avrebbe dovuto e potuto avvicinarsi ai nostri colori, ha scelto, badate bene, da solo, certi personaggi ultra chiacchierati solo perché gli avevano promesso entrature e movimenti altrimenti a lui impossibili…Insomma, tutto sacrificato sull’altare dell’arricchimento a tutti i costi.
Dove l’etica? Dove l’amore per il calcio? Dove il rispetto per i tifosi? Dove le operazioni per far forte il Pescara?
Da nessuna parte: solo operazioni strane, solo movimenti tenuti abbastanza nascosti, solo frequentazioni particolari… E dice che i tifosi sono irriconoscenti perché non hanno apprezzato i suoi sacrifici e i suoi investimenti personali…E, forte dell’appoggio dei suoi lecchini ci ha propinato una serie di bugie.
Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero. Le persone mentono per mantenere uno status quo favorevole e per proteggere una falsa verità.
Ma sappia, il ragioniere, che la “verità vincerà sempre”, per quanto a volte possa fare male. Se si continua a mentire spudoratamente, si arriverà persino a mentire a se stessi, perché si avrà paura non soltanto del giudizio della gente ma anche del giudizio che ognuno ha di sé. E così facendo, a furia di mentire, si arriverà a credere persino alle proprie bugie diventando succubi della menzogna.
Ho i bilanci a posto, chi vuole venga nel mio ufficio a vedere i conti… Tutto è possibile a chi sa fare il gioco delle tre carte, anche far credere che Cristo sia morto di freddo… ma ci sono tanti di quei movimenti attorno agli spostamenti dei giocatori biancazzurri in questi ultimi tre anni, che solo chi non vuol vedere non vede.