SEBASTIANI, NON SI FACCIA PIÙ DEL MALE E, SOPRATTUTTO, NON LO FACCIA AI TIFOSI.
21/12/2014

Sebastiani, non si faccia più del male e, soprattutto, non lo faccia ai tifosi. Per la sua presunzione, ha voluto avvilire il consiglio dei due tecnici pagati per fare questo lavoro, Pavone e Repetto, e ha voluto come allenatore Marco Baroni che, pure, a Lanciano aveva fatto bene, in termini di classifica finale, ma con un gioco palesemente inidoneo per la piazza pescarese perché, checché ne pensi lei, è piazza che capisce di calcio e ama quello ben costruito.
Per la sua arroganza, ha spaccato la tifoseria biancazzurra dividendola tra clienti, quattro scemi, e quelli buoni a prendere per oro colato ciò che faceva solo per le briciole elargite, facendo un danno irreparabile sfaldando una realtà che aveva suscitato, negli anni, l’ammirazione in tutta l’Italia calcistica.
Per la sua avidità, ha accettato operazioni di mercato e presenze che un dirigente, calcisticamente sano, non avrebbe mai dovuto accettare.
Per le sue bugie ha reso inaffidabile la stessa società biancazzurra quando fa proclami e presenta programmi di crescita.
Per la sua furbizia, che non è, badi bene, intelligenza, ha imbavagliato alcune fonti d’informazione credendo, in tal modo, di avere in mano la tifoseria che sarebbe stata, a suo dire, educata e indirizzata ad accettare la filosofia calcistica del suo presidente e ha cercato di oscurare alcune presenze societarie che avrebbero potuto dare altro e più positivo contributo alla crescita del sodalizio.
In tal modo è riuscito solo a presentare un allenatore inadeguato che, forse, negli anni diventerà anche uno dei grandi, ma al momento non ha la caratura giusta per sostenere le sue idee in un ambiente difficile. Basta osservarlo nelle conferenze stampa per avere certezza del suo atteggiamento timoroso e insicuro.
In tal modo ha impoverito la forza sostenitrice della tifoseria pescarese che, divisa, non ha più la potenza di entusiasmo e di vitalità che furono le basi per salvare il Pescara quando gli avventurieri cercavano di banchettare con i resti della società. E non venga a minacciare dicendo che se non è gradito è pronto a lasciare a chi sa fare meglio di lei. E non ripresenti il suo concetto: Ho portato il Pescara in A e ho i bilanci più sani del calcio di Serie B. Sa benissimo che è stato soltanto abile e fortunato nel bere l’acqua che altri hanno portato e i bilanci, lei lo sa bene, essendo ragioniere, sono come i vestiti che si cambiano secondo necessità.
In tal modo ha lasciato partire giocatori importanti e ha rifilato alla tifoseria delle sole altrettanto importanti.
Con la sua abilità non ha fatto capire in quali direzioni siano state indirizzate le pur notevoli entrate che hanno fatto della Pescara Calcio la società che ha avuto a disposizione un capitale notevole senza che il presidente fosse costretto ad apportare suoi personali capitali come dovettero fare, a suo tempo, Galeota, Caldora, e soprattutto Scibilia.
Lei ha avuto un malloppo considerevole da gestire. Cosa ne ha fatto?
Nessuno disconosce la sua abilità mercantile, nessuno le vuol fare torto dicendo che non sa manovrare i soldi altrui, ma non sarebbe stato più logico e più utile essere “meno” di tutto quanto espresso prima e far felici i tifosi?
Il fatto è che l’arroganza, la presunzione e l’avidità sono sempre state cattive consigliere.
Eviti di farsi ancora del male e di farlo, soprattutto, ai tifosi.