NON TUTTI RIESCONO A CAPIRE I DANNI FATTI DA SEBASTIANI.
08/12/2014

Non tutti riescono a capire i danni fatti da Sebastiani: questo il dramma dei tifosi pescaresi. Dopo una netta vittoria come quella di Vercelli il minimo sarebbe stato di vedere tutti i tifosi soddisfatti e pronti a sostenere squadra e società per i prossimi mesi, e invece? Invece leggi e ascolti i tifosi e li trovi pieni di rabbia verso chi li ha derisi e umiliati da tre anni a questa parte con atteggiamenti a dir poco scostumati e che hanno spesso rasentato l’arroganza.
Convinto di poter passare su tutto e contro tutti, perché lui si sente il migliore, ha prima detto ai tifosi di aver messo a punto una Ferrari, quando poi i numeri gli hanno dato del bugiardo, ha scaricato su altre le sue responsabilità, salvo poi rimettersi a suonare le trombe quando sono arrivati alcuni risultati positivi. In tre anni ha depauperato valori sportivi e, soprattutto, ha spaccato la tifoseria.
E tutto questo gli è possibile perché ha avuto la furbizia di bloccare alcune fonti di informazione che sono allineate e coperte e pronte a illuminare le esibizioni del padroncino.
Pescara è una piazza sicuramente di spessore, dal punto di vista calcistico: ha competenza, passione, volontà di appartenenza tanto che continua a fare le trasferte con tutti i paletti e gli ostacoli che sono stati posti in essere in questi ultimi tempi.
Osservi da vicino le operazioni del ragionier Sebastiani e ti rendi conto che dell’arte della comunicazione non sa nemmeno le prime nozioni di base; se stai attento alle sue espressioni fisiognomiche capisci subito i contorcimenti verbali e gli atteggiamenti psicologici che lo condizionano. Poi, siccome molto spesso i collaboratori assumono i tic del padrone, come il cane che assomiglia sempre al suo proprietario, ritrovi gli stessi atteggiamenti anche in chi ,di professione, fa della comunicazione…Il risultato? Un ambiente formicolante.
La soluzione? Ce ne sarebbe una interna: Danilo Iannascoli.
Ma è difficile da percorrere perché il padrone, invece di analizzare il perché di tanto astio nei suoi confronti da parte di una grossa percentuale dei tifosi, va a caccia di fantasmi e vede nemici dappertutto, forse anche in chi finora gli ha coperto diverse magre.
Parlare con i tifosi e farsi capire è un’arte che, o ce l’hai come dote naturale, o non te lo insegna nessuno, specie se alla base del carattere c’è la presunzione.
Il signor Iannascoli, per sua fortuna, ha questa dote: sa comunicare con i tifosi. E’ nato in una famiglia di sani sportivi, si è nutrito di pane e pallone dall’infanzia. Sa come parlare ai tifosi perché è tifoso lui stesso. Sarebbe molto proficuo per la società biancazzurra che il presidente delegasse totalmente al signor Iannascoli il rapporto con la tifoseria e se ne troverebbero da subito dei vantaggi.
Lui, che ama tanto i riflettori e il coretto servizievole dei nasi marroni, continuasse ad essere felice con un microfono in mano e si tenga a debita distanza dai tifosi.
Insomma, possibile che con questa tifoseria, che tutte le società ci invidiano, non è capace il Delfino di riaprire un discorso amichevole, duraturo e collaborativo? Ci pensi ragioniere, tra poco è Natale e tutti sono meglio disposti a essere buoni, faccia il primo passo educato e vedrà che lo apprezzeranno i tifosi.