LE VITTORIE SERVONO ALLA SQUADRA, NON A PULIRSI I NASI…
17/11/2014

Leggi gli articoli del dopo partita delle varie testate e ascolti i commenti dei soliti mezzibusti televisivi locali e salta subito evidente che i commenti non sono riferiti alle vicende calcistiche di quella partita, analizzando “passo per passo”, “immagine per immagine”, ciò che è accaduto, ma puntano soprattutto sul risultato per dire che avevano avuto ragione loro…
Meschino modo di fare il proprio lavoro. Mentre accetto sempre, con molta disponibilità, i commenti umorali dei tifosi che, giacché tali, hanno tutto il diritto e il dovere di entusiasmarsi alla vittoria e che non sono tenuti a tener conto dei perché e dei percome, non altrettanto posso fare con quelli che sono, a loro dire, addetti professionali ai lavori.
Prendere la vittoria di ieri e utilizzarla per dire, come hanno fatto a Rete8, che la gestione e i comportamenti del ragionier Sebastiani sono positivi e che chi lo critica “fa parte di una minoranza incivile…” significa avere non solo il naso marrone, ma la coda di paglia e di sentirsi bruciare il popò per il senso di impotenza che tale difesa comporta.
Sebastiani è stato criticato, e continua a esserlo, per i suoi atteggiamenti arroganti e scostumati nei confronti della tifoseria. Per quanto riguarda la sua gestione non è possibile, facendo cronaca, dimenticare il misero anno di Serie A, il lacunoso anno di Serie B, e per quanto attiene questa stagione, gli è stato riconosciuto di aver messo su una rosa di giocatori validi ma che non avevano al momento, i giusti equilibri, e che sarebbe stato un duro lavoro per Marco Baroni riuscire ad mettere insieme il tutto e che avrebbe avuto bisogno di tempo.
Gli sono stati, poi, rimproverati l’apertura alla Gea World di Moggi, i tanti movimenti strani di giocatori per fare contenti alcuni mostri sacri del mercato, i contatti con personaggi, a dir poco, chiacchierati del mondo economico e finanziario, l’aver defilato il direttore sportivo e l’aver sempre accentrato ogni operazione salvo poi a chiamare in causa i soci quando le stesse non erano efficaci.
Ora, siccome sono i numeri che danno i giusti parametri di valutazione, valutiamo che, con una rosa e con una spessa come quelle fatte dal Pescara abbiamo sedici punti: DUE IN MENO dello scorso anno che, pure, fu un campionato modestissimo.
E’ vero, però, che abbiamo scoperto un jolly che è Melchiorri, capace di dare una svolta significativa al nostro campionato, ma è pu anche vero che il Pescara di oggi ha bisogno di dare conferme sul campo, prima di vedersi accreditata tutta la fiducia che chiede ai tifosi.
Inoltre, e termino, ognuno fa il suo lavoro come sa e come può: l’importante è che sia libero.
Se ogni suo commento serve a innalzare il gradino del padroncino di turno, o a cercare di screditare l’operato di chi non la pensa nello stesso modo, sbaglia due volte: la prima, quando si sporca il naso; la seconda, quando cerca di ripulirselo criticando gli altri.