CHI IGNORA L’OPINIONE PUBBLICA NON PUÒ AVERE SUCCESSO
02/11/2014

Pensieri dedicati al ragioniere
Chi ignora l’opinione pubblica non può avere successo a lungo. Chi dimostra arroganza nei confronti di chi è l’utente del suo lavoro, o è scemo o ci fa. Chi vuol dirigere un’azienda, e non sa delegare, e limita la partecipazione dei soci e dei collaboratori professionisti a semplici comparsate, è destinato a sbatterci il muso di brutto.
Sono tre anni che il ragionier Sebastiani colleziona bruttissime figure e ha depauperato in modo banale ciò che altri hanno costruito per lui. Chi ha memoria serena, si ricorda che scrissi: “A Pescara c’è chi porta l’acqua e chi se la beve…”
Comunque ha fatto bene, il ragioniere Sebastiani a bere ciò che De Cecco, Caldora e Edmondo gli hanno offerto in un bicchiere di cristallo. Avrebbe dovuto ringraziare per la fortuna occorsagli e fare virtù del regalo avuto.
Invece si è messo sul piedistallo, ha creduto di poter legittimare le sue aspirazioni di “presidente faccio tutto io”, mettendo in secondo piano esperti di calcio come Pavone e Repetto, zittendo, o quasi, un amministratore delegato che di calcio ne capisce molto, ma molto, più di lui che viene dal ciclismo, e ha creduto di poter fare affari d’oro, sfruttando le sue esperienze notevoli di manovratore di soldi altrui, appoggiandosi a volpi come Raiola, come la Gea, e via discorrendo…
Con quali risultati? Penoso campionato di serie A, inutile riproporre i numeri negativi; squallido torneo di serie B lo scorso anno; forse ancora più penoso quello attuale.
Con una faccia di bronzo che non ha uguali, si vanta di aver sostenuto il calcio pescarese, di non dover rispondere a dieci scemi contestatori, ripresentando la menzogna che tutti erano d’accordo nel dire che aveva fatto uno squadrone.
A chi non è asservito mentalmente e in concreto al ragioniere ricordo che sempre in tv e con i miei scritti, ho detto che era una squadra con buoni giocatori ma squilibrato e che senza equilibrio non ci sarebbero stati risultati.
Ma il ragionierie ascolta solo i lecchini che gli fanno da grancassa, li chiama uno per uno per nome, come fa il pastore con le sue pecore, e non considera gli altri, che pure ci sono e che sono seguiti anche da più di dieci scemi contestatori.
Non voglio far incazzare di più i miei lettori ricordando le tante cappellate fatte dal ragioniere in questi tre anni, né le bugie sui vari movimenti di giocatori e di denari pesanti… senza allungare troppo l’articolo, perché la pazienza dei lettori si esaurisce presto, voglio dedicare al ragionier Sebastiani alcuni pensieri:
- Perché avere in società una persona che capisce di calcio, e che è un entusiasta, come Danilo Iannascoli, e che sa parlare ai tifosi, e farlo apparire solo in secondarie situazioni.
- Perché avere Repetto e Pavone che con avvedutezza tecnica gli chiesero di non prendere Marco Baroni e perché lo ha imposto.
- Considerando che è inviso a gran parte dei tifosi, e non solo a dieci scemi contestatori, perché non passa la mano e si dedica a ciò che sa fare bene, movimentare il settore finanziario?
- Perché si ostina a difendere l’indifendibile con il rischio di perdere il valore sportivo che il Delfino ha ancora?
Se fosse meno arrogante e presuntuoso, capirebbe che per lui sarebbe il momento giusto di dare la presidenza a Iannascoli e di dedicarsi anima e corpo alla realizzazione del suo progetto (Stadio e Centro sportivo) che sono suoi affari personali e di Pierangeli e che non può contrabbandare come opere al servizio dei tifosi e del calcio pescarese.
Insomma, e termino per ora, ragioniere si faccia bene i conti ed eviti di aprire le porte dell’inferno solo per caparbia irriverenza nei confronti dei tifosi biancazzurri.