SONO TUTTI CANI AVIDI
29/10/2014

Sono tutti cani avidi che non sanno saziarsi, sono i pastori incapaci di comprendere. Ognuno segue la sua via, ognuno bada al proprio interesse, senza eccezione.
E’ bastato un punto preso a Bari, dopo una prestazione avvilente e calcisticamente vergognosa, per far alzare il muso ai “nasi marrone” che subito hanno tentato di prendere ancora per i fondelli i tifosi, senza, però, riuscirci. Sono stati sgamati.
Il colpevole di tutto, agli occhi di superficiali osservatori, è Marco Baroni.
Le sue colpe ci sono e sono ben precisate. Ma ci si dimentica di dire che Baroni fu voluto dal ragionier Sebastiani che impose la sua scelta contro il pensiero di Pavone, Repetto e Iannascoli. Ci si dimentica anche che Baroni, che pure non può negare le sue colpe, aveva chiesto tre centrocampisti e di questi nessuno è stato preso. Colpa di Sebastiani che, così, gli ha offerto un alibi concreto su un piatto d’argento.
Ci si dimentica che gli è stata data in “gestione” una rosa troppo ampia e costruita, non su un progetto calcistico, ma su una serie di business che dovevano essere fatti per accontentare amici importanti (vedi GEA).
Forte dell’appoggio di lecchini mestieranti, il ragionier Sebastiani aveva strombazzato che questa sarebbe stata la stagione in cui avrebbe fatto vedere a tutti di che valore è la sua competenza. Orrore (non errore), ha dimostrato e confermato di essere un abilissimo manovratore di soldi ma che di calcio capisce ben poco, oppure, anche se qualche cosa intuisce, dà sempre la precedenza all’affare piuttosto che all’operazione calcisticamente utile.
Quando, analizzando le operazioni di mercato del Pescara scrissi, e la raccolta di Agenzia Notizie è disponibile, e dissi che non c’era equilibrio tra gli uomini dei vari reparti, sorrisero i nasi marroni e si bearono della loro “servitude”. Ora tutti si riempiono la bocca con questa parola: equilibrio.
Bene, se tutti ritrovano il giusto equilibrio, dal ragionier Sebastiani a Baroni e ai vari giannizzeri, il campionato si potrà ancora salvare, con o senza baroni, anche perché è chiaro che il Pescara di quest’anno deve pensare a salvarsi.
Vi ricordate di quell’analisi “matematica” che feci sulle varie squadre e scrissi che il Pescara ha un valore dalla decima alla quattordicesima posizione in classifica, suscitando l’ilarità del ragionierie? Bene, questo può essere il nostro obiettivo. Salvo che, a gennaio, non si ravveda pienamente e faccia quelle operazioni di cui non è stato capace in estate.
Ma, per rimediare al danno fatto, deve ridare valore alle presenze in società di Pavone, Repetto e Iannascoli e limitarsi a fare quello che sa fare: procurare sponsor alla società.