UN SALUTO A GIANNI LUSSOSO DI DEAN COLLINS
23/10/2014

Premetto che sono un giornalista Inglese che diversi anni fa ha lavorato in
Italia. Conobbi Gianni Lussoso nel lontano 1970 quando, dovendo fare una
serie di servizi per il mio giornale sul calcio e sul rugby italiani,
chiesi ad un amico del Daily Telegraph a chi potevo rivolgermi per aiuti
e per farmi introdurre in alcuni ambienti sportivi specialmente
rugbystici e mi venne fatto il suo nome. Lo contattai, avemmo una serie
di incontri a Pescara e cominciai il mio lavoro con la sua assistenza
molto professionale ed amichevole.
Fu una grande esperienza anche oltre il nostro impegno giornalistico. Mi
fece conoscere la cucina pescarese, ottima davvero, e mi insegnò a bere
un liquore, che lui chiamava il ''gialletto maledetto'', per il suo
colore, e che era fortissimo, ricordo che era una tintura imperiale
prodotta dai frati di Casamari di circa 97 gradi. Una bomba. Bisogna
berla centellinando goccia per goccia, ma io abituato ai miei fantastici
wisky pensavo di poter bere traquillamente e, per poco, non soffocavo
tra le risate del mio amico che, pure, mi aveva avvertito.
Quando lasciai Pescara mi regalò una copia del suo libro di poesie, in
inglese, Instants of life, che mi fece compagnia per diverso tempo e che
ancora conservo nella mia biblioteca personale. Poi tornai al mio
lavoro in Inghilterra e riuscii solo poche volte a sentire il mio
collega pescarese ma ebbi occasione di leggere alcuni suoi libri che mi
vennero inviati in redazione da alcuni colleghi romani
Nei suoi scritti ho sempre ritrovato lui con la sua generosità e
capacità di rendersi utile e sempre disponibile. Ho apprezzato sempre la
sua grande professionalità e mi sono spesso chiesto perché lavorasse in
una piccola città e non in una grande redazione, anche dopo le sue
esperienze londinesi. Non riuscendo a darmi una giusta risposta, una
volta glielo chiesi e mi rispiose testualmente: Sono innamorato della
mia città e spero di poter contribuire alla sua crescita con il mio
lavoro.
Mi sembrò una risposta di comodo quasi per tacitare la mia curiosità.
Invece, dopo anni, ho capito che il suo amore per Pescara è davvero
grande. Ogni suo romanzo, da me divorato letteralmente, conferma questo
suo amore.
Ricordo che il mio collega del Daily Telegraph mi disse che, nel periodo
Inglese di mister Gianni, aveva imparato a conoscere un uomo semplice
ma grande che lo aveva fatto ricredere sul valore degli italiani che,
spesso, da noi, non sono sempre molto apprezzabili. Mi disse anche del
gemellaggio che aveva fatto tra Pescara e Rugby una città situata nel
Warwickshire e mi sorprese questo fatto considerando il valore etico e
sportivo che avrebbe dovuto entusiasmare i pescaresi che, invece,
dettero poco risalto all'avvenimento.
Sono tornato in questi giorni a Roma e ho salutato il mio amico e
valente collega Gianni Lussoso, vostro direttore, e mi auguro che
vogliate pubblicare questo mio saluto a cui tengo particolarmente.
Appena avrò qualche giorno di tempo tornerò a Pescara e mangerò con lui i
rostelli e berrò il gialletto maledetto augurando a voi tutti le
migliori fortune. My best wishes. Dean Collins.