NASI MARRONI IN DIFFICOLTÀ
21/09/2014

Molti nasi marroni sono in difficoltà, non sanno come giustificare due punti in quattro partite, tre in meno rispetto alla quarta dello scorso anno quando perdemmo, guarda caso, 3-2 a Varese.
Sono in difficoltà perché, per rispetto al loro padrone, avevano parlato di rosa da play off ed esaltato il mercato fatto a pizzichi e bocconi dal ragionier Sebastiani che non vuole ancora capire che il suo compito è di presiedere e non quello di fare il tecnico. Settimane fa scrissi che non c’erano i motivi tecnici per farci dire che il Pescara era da play off e che bisognava aspettare la conclusione del lavoro di “sistemazione” fisica e mentale dei vari elementi che, arrivati in tempi diversi non potevano avere le stesse forze e le stesse resistenze alle fatiche delle gare ufficiali.
Avevo anche messo in guardia sul fatto che, cos’ presentando una realtà di comodo, alla fine, la parte del “cretino”, calcisticamente parlando, l’avrebbe fatta Marco Baroni.
Ed è quello che sta accadendo.
La squadra gioca proponendo idee tatticamente valide ma, non avendo la stessa brillantezza fisica in tutti gli elementi, si ritrova a “squilibrarsi” prima del novantesimo e a subire i “ritorni” degli avversari meglio preparati come gruppo sul piano fisico.
Vi ricordate quando scrivevo e parlavo di mancanza di equilibri? Ecco la dimostrazione .
Ora si comincerà con la caccia alle streghe: per prima cosa si vanno a vedere le prestazioni di giocatori giubilati e si sentono già cori di nostalgia calcistica. Poi si comincerà con il “sezionare” gli atti e a “calibrare” ogni parola del mister per dimostrare a se stessi e ai tifosi che il ragioniere ha ricostruito la sua Ferrari e che il “pilota incapace di turno” è Baroni.
I tifosi, frastornati dalle dichiarazioni di comodo, plagiati dalle affermazioni dei nasi marroni, si ritrovano a non sapere più da che parte sta la verità e cominciano a esprimere dissenso e malumori vari rendendo ancora più difficile la soluzione dei problemi che, badate bene, sono non solo di natura tecnica e fisica.
Verrebbe da dire: a ognuno il suo lavoro. Ma corro il rischio di essere frainteso e preso di mira dai tifosi di parte che con troppa facilità continuano a criticare il termometro che segna la febbre e non chi la febbre causa.
Al momento attuale la cosa più corretta e onesta da fare è cercare di capire il perché dei cali, se sono fisici o mentali e stabilire la giusta cura. Non sarà facile anche perché gestire una rosa così ampia, è rischiosa anche per gli allenatori più esperti e scafati, e anche questo è stato un errore del ragioniere che ha dimostrato ancora una volta che lui il mercato non lo fa seguendo direttive tecniche ma solo la ricerca del business a tutti i costi.
Del resto ognuno, si sa, parla e usa la lingua che conosce.