CHE COS'È L'EQUILIBRIO?
16/07/2014

Che cos'è l'equilibrio? Innanzi tutto bisogna dire che esso è uno stato in cui non c'è nessun eccesso, nel bene o nel male.
L'eccesso è qualcosa che ci porta al di fuori dello stato di benessere, perché in fondo troppo bene rende la vita noiosa, troppo male la rende insostenibile.
Perciò, che cos'è l'equilibrio delle cose?
E’ uno stato in cui ogni cosa è al giusto posto.
Equilibrio è la parola che dovrà essere posta al centro del lavoro a Boario prima, e a Pescara poi, la parola intorno alla quale dovranno gravitare il mercato prossimo futuro, gli allenamenti e l’impianto di gioco che si vorrà sviluppare.
Senza equilibrio sono screditati il gioco, gli interpreti, la qualità della manovra.
La mancanza di equilibrio pone in luce i limiti di una squadra e ne ridimensiona la qualità complessiva. Questo è il concetto che dovrà avere bene a mente il nostro allenatore Baroni.
I tifosi del Pescara sono cresciuti seguendo i dettami tecnici e tattici di Catuzzi, Cadè, Galeone, Zeman e hanno imparato a gustare calcio vero. Essi sanno bene che le squadre si costruiscono a partire dalla difesa, questo è un dogma sacro del calcio che la storia mai ha smentito. Utilizzando una metafora del campo edile (visto che il nostro presidente si diletta anche in questo settore), voler costruire un edificio partendo dai piani alti è francamente inutile: crollerebbe su se stesso.
Proprio come è accaduto al Pescara in queste due ultime stagioni: una squadra che si è portata dietro limiti strutturali evidenti, senza risolverli. Limiti che hanno reso inutile il potenziale, qualitativamente importante, del reparto offensivo.
Urge ripartire dalla difesa e dalla fase difensiva di tutta la squadra. Ristrutturare il centrocampo e dare una ritoccata all’attacco.
C’è da augurarsi che il Presidente Sebastiani torni ad occuparsi dell’aspetto economico, che Pavone e Repetto si occupino esclusivamente della parte tecnica e che Danilo Iannascoli faccia da collegamento tra società e tifosi visto che ne ha le capacità psicologiche.
Il Pescara deve ritornare ad essere sinonimo di calcio e non di interessi personali. Sebastiani deve capire che è stato “tanato”: Molti hanno capito che i tanti milioni sono stati spesi, ma non nel modo che i tifosi volevano. Troppi soldi hanno preso vie sbagliate e sostenuto idee sbagliate.
Danilo Iannascoli ha degli indubbi meriti e delle competenze che possono e devono essere utili alla Pescara Calcio. Sebastiani lo capisca e lo utilizzi senza “gelosie di potere”. Senza una compattezza al vertice non è possibile avere una compattezza alla base.
Sebastiani si vanta di avere costruito una società sana, economicamente parlando, ma ricordi che l’equilibrio finanziario nella gestione d'impresa consiste nella capacità costante di disporre del capitale monetario necessario per far fronte agli obblighi di pagamento (entrate e uscite). Questo si realizza quando l’impresa è in grado di mantenere costantemente in equilibrio le entrate e le uscite monetarie senza compromettere il suo equilibrio economico e il suo valore intrinseco.
Quale equilibrio economico ha creato se oggi dice che non ci sono soldi, se ha pagato milioni delle bufale e non ha saputo trattenere giocatori idonei e si è lasciato corrompere dal mercato impostogli da marpioni che gli hanno venduto delle suole, calcisticamente parlando?
Equilibrio, questo il segreto. Anche per i tifosi che non debbono sparare a zero su un progetto che non ha avuto ancora modo di essere realizzato, e non debbono criticare giocatori che non hanno avuto ancora modo di esprimersi. Equilibrio per tutti, anche per quei cronisti che non debbono accettare come oro colato ciò che dice il ragioniere Sebastiani, ma vagliare sulla base delle loro competenze (se le hanno) i fatti calcistici e proporli ai tifosi con il compito di informarli non di condizionarli pro Sebastiani.