LA VICENDA DELLO SPORTING CLUB DEL TOF.. (ENRICO CAVALLI)
17/05/2014

Lo Sporting Club del TOF.. è stato un ideale luogo di pratica ed educazione sportiva per generazioni di aquilani. Questa vicenda, va inquadrata nel più generale rapporto fra istituzionalità religiosa e sport, quindi, nel contesto agonistico locale.
E’noto come ad inizio ‘900, la chiave ecclesiastica, oltre il mito dell’olimpismo, abbia avuto merito nella diffusione del fenomeno sportivo nel Paese; si pensi durante il Ventennio all’autonomismo delle Associazioni Sportive Cattoliche, quindi, dopo il 1945, ai discorsi sull’atlheticism del papa PioXII . Nella Ricostruzione, l’Abruzzo, per la pervasività sociale della sua ecclesialità, denota ambiti parrocchiali di avanguardia per l’approccio degli stessi disabili allo sport.
A L’Aquila, in questo campo, svolsero un ruolo i dinamici prelati formatisi nell'era degli arcivescovi Confalonieri e poi Stella, talora, in rapporto all’associazionismo del Centro Sportivo Italiano e Libertas. Rilevava la medesima presenza degli Ordini religiosi, con la palestra e tennis al Collegio gesuitico ed il calcio, pallacanestro, pallavolo all’Opera salesiana.
L'Ordine dei Frati Minori Francescani di San Bernardino, fra queste opzioni sportive e mancando di spiazzi adiacenti alla sede conventuale, coltivava il calcio-balilla e pongismo a corollario della formazione religiosa per ragazzi/e. Il quadro agonistico aquilano, degli anni’50, ove si sarebbe inserita lo sport francescano, era quasi metafora di un capoluogo abruzzese stretto fra corti circuiti civici e capacità di porsi nazionalmente; nonostante impianti moderni, il numero di praticanti restava basso nelle discipline minori fossero a squadra o individuali, i picchi erano nel calcio e rugby, proiettati alle serie professionistiche. Poste le frange giovanili a ridosso del centro storico, Padre Casimiro Centi quale massimo responsabile del TOF., ed i suoi più stretti collaboratori, predisponevano le attività sportive della GIFRA.. Di qui, nell'ottobre 1958, nasceva lo Sporting Club del Terz'Ordine Francescano di via Vittorio Veneto. In un panorama sportivo comprensoriale fatto di entità dalle denominazioni classiche, la sigla dello Sporting, evocava di realtà agonistiche d’Oltralpe. I colori sociali, in omaggio al grande Santo Francesco, furono il bianco a cangiante fascia trasversale secondo la voga per i ragazzi, mentre per le ragazze sarebbe stata sul rossobleu. Era una vera e propria Polisportiva, programmaticamente dilettantistica e raggiungente una cifra organizzativa per il volontarismo dirigenziale ed agonistico di numerosi soci e con ruoli notabilari in città.
Primo presidente dello Sporting Club del TOF., fu il professore Antonio Congiu, assistito come vice da Franco Minuti e Padre Casimiro Centi, in una diversa tonalità di incarichi amministrativi e sanitari vi figureranno il senatore Achille Accili, Giulio Tracanna, Giuseppe Vicentini, Paolo Olivieri, Ermenegildo De Felice, Giancarlo Chiodi, Giampiero Berti De Marinis, Vittorio Spadolini, Ugo Coletti, Remo Visioni, Mario Capezzali, Giuseppe Azzarone, Giorgio Splendiani.
Nell’arco di un trentennio, diverse le affermazioni disciplinari dei Toffiani in virtù dei tricolori del pongismo, dell’AmSporting seconda realtà calcistica cittadina, del volley femminile in cadetteria nazionale. Resta che a prescindere dagli exploits conseguiti lo Sporting Club del TOF., fino alla sua dismissione in un mondo agonistico iperprofessionistico di metà anni’80, puntava alla promozione morale delle leve giovanili aquilane, che recheranno nella quotidianità, i valori di lealtà sportiva appresi alla basilica di San Bernardino in L'Aquila.