DANIELE SEBASTIANI E LE SUE FURBIZIE…
15/05/2014

Daniele Sebastiani si è contornato di lacchè e di fedeli servitori. A tutti i livelli. E ha fatto bene. Con la forza di De Cecco, Edmondo e Caldora si ritrovato a gestire il Pescara in A. Ha fatto amicizie importanti e ha tessuto operazioni interessanti. Il calcio per lui non è una fede ma un business. E la passione della tifoseria, un bacino che ha saputo sfruttare con poca eleganza ma con concreto appannaggio.
La Serie A l’ha lasciata cadere con nonchalance anche perché i suoi interessi erano altri. Ha gestito in prima persona la Serie B facendo credere chissà cosa, forte dell’appoggio di lacchè e servitori, e tesaurizzando cessioni anche impopolari dal punto di vista tecnico; ma a lui questo interessava poco, preso com’era dal business imperante.
Inoltre, furbescamente, aveva assunto un allenatore gradito alla piazza e un parafulmine come Giorgio Repetto amato dai tifosi. Era coperto su tutti i livelli. Stampa amica e tifosi organizzati compiacenti. Che voleva di più per far rendere al massimo questa sua avventura calcistica?
Solo una piccola spina: Una voce fuori dal coro, quella di chi scrive. Ma ha pensato fosse facile tenerla in disparte facendo circolare la favoletta dell’amicizia con il signor Peppe De Cecco. Una favoletta calunniosa messa in giro ad arte dai suoi “Bravi” con l'aggiunta malevole: Scrive così perché ce l'ha personalmente con il ragionier Sebastiani. Una persona che non conosco, che non ho mai frequentato e con cui non ho avuto mai nulla da spartire... e che “giudico” solo sulla base delle mie competenze professionali. Si sa com’è la calunnia: un venticello, un'auretta assai gentile che, sottile, nelle orecchie della gente s'introduce destramente, e le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar…
In tal modo, il ragionier Sebastiani pensava di ridurre al minimo l’efficacia di quella Voce giornalistica. Non aveva fatto i conti, però, con l’intelligenza dei tifosi che, seguendo settimanalmente le partite, e vedendo confermate sul campo la legittimità delle valutazioni tecniche della Voce, hanno cominciato a rendersi conto che essa non era così peregrina come Sebastiani voleva far credere, e hanno cominciato a fare i riscontri che sono tutti contro la gestione del ragioniere e, ora, il codazzo dei servitorelli non riesce più a coprire le sue arroganti argomentazioni.
A onor del verto sono personalmente convinto che Sebastiani ha saputo valutare ogni cosa e che sinceramente non gliene freghi più di tanto di come siano andate le cose: le vendite ci sono state e le entrate pure. Gli errori li hanno fatti gli altri. Gli addetti ai lavori, opinionisti compresi, che si sono ampiamente compromessi, devono continuare a sostenerlo per non sputtanarsi ancora di più. Business is business, gli affari sono affari e le chiacchiere se le porta il vento…
Che dire? Chapeaux, dinanzi a tanta furbizia. Mi inchino davanti ai risultati conquistati dal ragionier Sebastiani. Mi dispiace solo che i suoi successi privati siano stati conquistati sulla pelle dei tifosi e sfruttando la passione di molti che volevano credere davvero in un Delfino vincente.